8 X Mille alla Chiesa? No, grazie

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Tenuto conto che circa il 60% dell’8 x mille devoluto annualmente (circa 900 milioni) si riferisce a scelte non espresse dai contribuenti, che invece di ritornare gettito fiscale, vengono redistribuiti in maniera incostituzionale (in forza dell’art. 47 della Legge 222/85) in percentuale alle scelte espresse (circa il 40%). Per fare un esempio di quei 900 milioni, circa 810 milioni vengono redistribuiti alla chiesa cattolica apostolica romana, in forza della più alta percentuale di scelte espresse (90% del 40% di scelte espresse).

Tenuto conto che la chiesa cattolica apostolica romana utilizza meno di 1/3 di quello che introita per assistere poveri e bisognosi.

Considerato che la Corte dei Conti in merito alle modalità di distribuzione dell’8 x mille ha denunciato un scarso controllo, poca trasparenza e discriminazione tra i soggetti che ne hanno diritto a favore della Chiesa e dello Stato.

Chiedo ai presidenti di Camera e Senato  e a tutto il parlamento di attivarsi per varare una Legge che abroghi l’art. 47 della Legge 222/85 e nel contempo utilizzi la parte di 8 x mille non espressa dai contribuenti per erogare contributi fissi di solidarietà nei confronti di titolari di pensioni sotto i 1.000 euro, che attualmente vivono sulla soglia della povertà.

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