Elementare

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Ci sono battaglie più urgenti e forse più importanti. Ma il dibattito sulla legalizzazione della cannabis andrebbe fatto una volta per tutte. Messe da parte definitivamente le considerazioni sanitarie e sociali (ci sono molte sostanze legali più dannose), non c’è nessuna ragione per continuare a vietare la cannabis. Si calcola che in Italia i consumatori siano quattro milioni, il dieci per cento della popolazione. E’ un fenomeno quasi di massa, un mercato che nei fatti è libero. Tanto che il mensile il Test è andato in cinque città italiane, ha comprato dieci euro d’erba (più o meno mezzo grammo, quanto basta per due o tre canne) e li ha fatti analizzare in laboratorio. Risultato: è molto più forte di quella che circolava una decina d’anni fa. Probabilmente questo è dovuto all’industrializzazione del processo produttivo, necessario per soddisfare l’aumento della richiesta. E legalizzare la cannabis avrebbe proprio questo come primo effetto positivo: controllare cosa fumano milioni di persone, garantirne la qualità, assicurare una corretta informazione. Poi sottrarrebbe un’importante fonte di ricavi al narcotraffico (almeno 8,5 miliardi di euro all’anno). Eviterebbe a ragazzi e ragazze di entrare in contatto con ambienti criminali per comprare un po’ d’erba. Contribuirebbe ad alleggerire la pressione sul sistema carcerario (nel 2014, su un totale di 54mila detenuti, le persone in carcere per detenzione e spaccio di stupefacenti erano 18mila, e nel 50 per cento dei casi si trattava di cannabis). Luigi Manconi, sociologo e senatore del Partito democratico, la definisce una battaglia di elementare buonsenso, anche perché “qualsiasi comportamento se sottoposto a regolamentazione e non cacciato all’interno di una dimensione di criminalizzazione è meno capace di determinare danni all’individuo e alla collettività”. In discussione alla camera c’è un disegno di legge (numero 3328) per la legalizzazione della coltivazione e del commercio della cannabis. Oggi sembra assurdo pensare che non molti anni fa negli Stati Uniti era vietato bere alcolici.

Un giorno penseremo la stessa cosa per la cannabis.

Giovanni De Mauro, Internazionale 4 dicembre 2015, n. 1131, anno 23

 

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