In carcere chi elogia il fascismo

Ieri è approdata alla Camera la legge che punisce l’apologia del fascismo. È necessaria? Purtroppo sì. La “spiaggia fascista” di Chioggia lo dimostra, non perché c’era quell’incolto buffone che la gestisce e inventa slogan e proclami razzisti, elogi alla dittatura e insulti alla democrazia, non è questo il lato sorprendente e pericoloso della notizia: questo riguarda un uomo, con cultura probabilmente poca o zero. L’aspetto sorprendente e minaccioso riguarda la folla dei clienti di quella spiaggia, che sfilavano davanti ai cartelli, al ritratto del duce, alle minacce di “manganellate sui denti”, ai richiami alle camere a gas. Nessuno protestava? Nessuno ha denunciato? Dunque la massa sopporta con indifferenza un revival fascista? Ecco, questo è pericoloso. Per questo è buona cosa l’arrivo alla Camera della legge che punisce l’apologia del fascismo. Che ce ne sia bisogno per me è una doppia vergogna: perché il buffone che inventa la spiaggia fascista è qui nella mia regione, e perché da studente credevo in Benedetto Croce e nella sua teoria che il fascismo era stato “una parentesi”, “una malattia”, passata la quale l’organismo torna in salute. Purtroppo non è così. Dal fascismo non si guarisce mai completamente. Chi ha poteri politici vorrebbe comandare, non governare. La democrazia è fastidiosa, perché deve discutere e non dare ordini. Sempre, ma specialmente nei momenti di crisi economica come questa, il popolo si carica di frustrazione che diventa collera, e vorrebbe sfogarla punendo, arrestando, condannando a morte. Insomma, in stile fascista. Questo impulso fascista va bloccato sul nascere. Certo, servirebbe la cultura. Soltanto un ignorante può elogiare le camere a gas, perché non sa cos’erano. È giunto il momento che tutte le scuole facciano la visita a un lager, prima della Maturità. Lo dico in perfetta serietà: uno studente non è maturabile se non sa cos’era una camera a gas. Non importa cosa voglia fare, il geometra o il ragioniere, importa che chi non sa cos’era lo Sterminio non può fare niente, nel mondo di oggi. Neanche il gestore di una spiaggia. Ma la cultura richiede tempo e mezzi. Non possiamo rimettere l’abolizione del fascismo all’acculturazione della massa. È allora va vietato ogni elogio. Con una legge. Chi elogia il fascismo commette un reato, va punito e basta. Adesso gli tolgono la licenza, a questo gestore della spiaggia fascista? E perché non lo mettono in prigione? Tutti, in Italia, siamo vittime del fascismo, come tutti in Germania sono vittime del nazismo. E non ditemi che in Germania non ci sono tedeschi che hanno nostalgia del nazismo. Sono stato a Berchtesgaden, anni fa: Berchtesgaden ha “il Nido dell’Aquila”, la residenza estiva del Führer. Quando l’ho visitato, era un ristorante, strapieno di tedeschi festanti, sbevazzoni, canterini. Si facevano fotografare in tutti gli angoli, stanze, cortile, sentiero che sale tra le due vallate, per il quale il Führer passeggiava in compagnia di Eva Braun. Io mangiucchiavo in silenzio, ma nella gioia euforica dei commensali teutonici sentivo l’esaltazione per la storia “grande”, ancorché funerea, che da lì s’irradiava sul mondo. Beh, non è un buon segno. Quella storia è un’ignominia, e il popolo protagonista dovrebbe provarne vergogna, non esaltazione. L’esaltazione va smontata con la cultura, ma va anche impedita con le leggi: appena uno comincia a canticchiare una canzonetta delle SS, manette e via. Sono stato alla tomba del Duce, a Predappio, è piena di scritte che dicono: “Duce, siamo i camerati di Vicenza: comanda!”. Ma cosa volete che comandi, imbecilli? Ha già comandato, mandando milioni d’italiani in giro per il mondo a morire e ammazzare, poi quand’è venuto il suo turno scappava in camion, travestito da soldato straniero. In parlamento faceva spaccare la testa a bastonate agli avversari. Qualcuno ne ha nostalgia? Vada in galera, senza spiegazione. Non possiamo discutere all’infinito.

(Lettera di un lettore) L’Italia avrebbe bisogno di una legge che punisca gli imbecilli buffoni come te. Dovrebbero radiarti dall’albo dei giornalisti perché chi, come te, ha il privilegio di scrivere su un giornale, non può far uscire dalla propria penna qualunque stronzata gli passi per la testa. E condannare solo il fascismo, anziché tutti i regimi totalitari antidemocratici (anche comunisti o di qualsivoglia natura) è sinonimo di cultura pari a zero. Come quella dei nostri legislatori. Come la tua. Sei un razzista asino, che condanna a prescindere il fascismo e sopporta lo Stalinismo. Vergognati e chiedi scusa, capra ignorante.
Il pezzente sei tu, non quello che gestisce la sua spiaggia, lasciando liberi i bagnanti di entrare o cambiare ombrellone.
Sii uomo e chiedi scusa.
Sei un vigliacco e poveraccio, che insulti chi non può replicare come ti meriti.
Il manganello si offenderebbe a sbattere contro i tuoi denti.

Rocco Canciani.
Lettore disgustato.

Ps e se hai coraggio, rispondi pure.

(Ferdinando Camon, “Facebook”, martedì 11 luglio 2017)

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