Chi ci difende dai nostri difensori?

LAURIE PENNY

 

E’ un miracolo: in tutto il mondo i fanatici retrogradi hanno improvvisamente deciso di combattere la violenza contro le donne. Da Donald Trump, che ha promesso di proteggere le donne bianche statunitensi dagli stupratori messicani immigrati, ai gruppi di estrema destra europei secondo cui i musulmani minacciano le “loro” mogli e figlie, i conservatori si stanno reinventando come difensori delle donne. Ma chi ci difenderà da loro?

 

L’idea che gli uomini occidentali debbano proteggere le “loro” donne dagli stranieri circola da tempo. È stata usata per giustificare l’omicidio di maschi neri negli Stati Uniti fin dai tempi della schiavitù, anche se le donne nere venivano violentate in massa dai proprietari terrieri bianchi. La stessa idea è usata oggi per giustificare la sorveglianza e la militarizzazione ed è strumentalizzata dall’estrema destra per razionalizzare il suo fanatismo. Dopo l’aggressione sessuale di massa avvenuta la notte di capodanno a Colonia, gruppi come Alternative für Deutschland (Afd) – il partito neofascista che i sondaggi danno al 15 per cento in Germania – hanno sposato la vecchia causa della protezione delle donne bianche.

 

L’espressione che uso per descrivere questa tendenza è “nuovo sciovinismo”. La prima definizione di sciovinismo sull’Oxford English Dictionary è “patriottismo esagerato o aggressivo” e la seconda è “sostegno eccessivo e prevenuto della propria causa, gruppo o sesso”. Il nuovo sciovinismo risponde a entrambe le definizioni.

 

Usa il sentimento nazionalista grezzo per dipingere gli uomini bianchi come eroi che proteggono le “loro” donne da orde di migranti, musulmani o transessuali.

 

Ma questo non ci fa sentire affatto al sicuro. Sarebbe molto più facile prendere sul serio l’Afd come paladino delle donne se non volesse proibire l’aborto e il matrimonio gay, limitare il diritto al divorzio, chiudere gli asili nido e privare le madri single dell’assistenza statale, il tutto in nome della “famiglia tradizionale”. I retrogradi di ogni sorta hanno idee molto simili su come proteggere le donne, dunque non c’è da stupirsi se l’opinione dell’Afd sul ruolo della donna nella società ricorda quella degli estremisti islamici.

 

Non riesco a immaginare questi autoproclamati difensori delle donne mentre fanno volontariato in un centro antiviolenza o una donazione a un’associazione contro gli stupri. Al contrario, organizzano manifestazioni razziste nelle comunità multiculturali e molestano le donne su internet. L’American family association, un’organizzazione fondamentalista cristiana statunitense, ha ammesso di aver mandato degli uomini nei bagni delle donne dei negozi di abbigliamento Target per “verificare” la politica dell’azienda, che permette alle persone transessuali di usare i bagni che preferiscono. Dato che non è riuscita a dimostrare che gli “uomini travestiti” molestano le donne, l’associazione ha creato la stessa minaccia che pretende di vedere nel mondo.

 

I nuovi sciovinisti, che sono soprattutto uomini, vogliono proteggere le donne dalla violenza, ma solo un gruppo ben definito di donne. Le transessuali, le lesbiche, le immigrate e le donne non bianche non rientrano nei loro criteri. I gruppi cristiani che sostengono di proteggere le “loro” figlie dalle transessuali sembrano ignorare il fatto che alcune delle loro figlie potrebbero essere transessuali, una categoria che subisce continue violenze.

 

Questo tipo di sciovinismo è sempre stato razzista e classista, perché sono gli uomini a decidere chi dev’essere trattata come una signora (e dunque protetta e infantilizzata) e chi dev’essere considerata una schiava. Le donne che si battono per la giustizia sociale invece meritano di essere stuprate dai taliban.

 

Almeno così mi dicono ogni giorno uomini bianchi che sostengono di aborrire la violenza islamica contro le donne, ma sembrano trovarla piuttosto eccitante.

 

Il nuovo sciovinismo funziona su due livelli: alimenta la paura dell’estraneo indicando gli uomini stranieri, neri o gay come una minaccia e allo stesso tempo contesta l’attivismo femminile sostenendo che le donne non sanno cosa è giusto per loro. Se invece di rompere le scatole con la parità di genere, la violenza domestica e la cultura dello stupro stessero un po’ zitte e ascoltassero gli uomini, capirebbero che il vero pericolo viene da fuori.

 

Non dobbiamo permettere ai nuovi sciovinisti di appropriarsi della retorica femminista. Queste persone non vogliono difendere le donne. Vogliono solo rimetterle al loro posto, sostituendo il vero rispetto per l’autonomia femminile con una “protezione” riservata alle donne bianche che si comportano bene. La misoginia non è appannaggio esclusivo di un gruppo. È un problema culturale strutturale che esiste in tutti i paesi del mondo. La stragrande maggioranza di noi femministe occidentali non si lascia ingannare da chi cerca di ostacolare la nostra causa per razionalizzare il suo razzismo. Ma a chi importa cosa pensiamo? Dopo tutto, siamo solo donne.

(Laurie Penny, “Internazionale” n. 1155, 27 maggio 2016)

 

 

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One thought on “Chi ci difende dai nostri difensori?

  1. Vlad il said:

    quelli di destra (per cattiva coscienza e razzismo intrinseco) si scagliano contro il bigottismo delle altre culture e coltivano il proprio; quelli di sinistra (per un malinteso terzomondismo) si scagliano contro gli aspetti retrivi della propria cultura e relativizzano quelli degli altri. Io invece sono equanime: mi stanno sulle palle tutti.
    Che la destra strumentalizzi la paura e i crimini commessi dai migrati è vero, che il maschilismo sia in ogni cultura è vero, che però il maschilismo si combatta meglio in paesi e culture dove la laicità si è affermata da secoli

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