Corrispondenza: Il sindaco di Padova traballa

123

La sua maggioranza infatti dal 29 settembre è appesa ad un solo voto: il suo, dopo che un altro fedelissimo, Riccardo Russo, lascia la lista Bitonci e passa al gruppo misto. “È un altro consigliere in meno nella maggioranza che sostiene il primo cittadino leghista. Un consigliere in meno che pesa, soprattutto dopo lo strappo con Forza Italia (altri due in meno) e la rottura quasi immediata, subito dopo elezioni del 2014, con Antonio Foresta e l’area delle civiche. Adesso in consiglio comunale ci sono 16 consiglieri che sostengono Bitonci e 16 con le “mani libere”. Equilibrio perfetto che solo il voto dello stesso sindaco fa pendere verso la sopravvivenza di Bitonci.” (dal Mattino di Padova, C.M.)
Durissime le parole di commiato di Russo nei confronti del Sindaco: “Ha diviso la città, siamo meri schiaccia-bottoni”.
La questione Nuovo Ospedale sta diventando dirompente, soprattutto dopo il nuovo colpo di scena di tre giorni fa: la convocazione da parte della guardia di Finanza di alcuni consiglieri comunali. Nel frattempo torna in auge l’ipotesi del “nuovo su vecchio”, che siamo orgogliosi di essere stati i primi a sostenere fin dall’inizio di quest’inutile balletto, fatto di progetti megagalattici su nuove aree.
La nostra è stata fin dall’inizio una posizione consapevole, responsabile e sensibile ai reali bisogni dei cittadini, non agli interessi di lobby edilizie e speculatori.
Intanto il Sindaco minaccia di dimettersi, convinto di poter rivincere facilmente, ma di fatto ricattando la città per costringere tutti ad avallare scelte opposte a quelle proclamate nello stesso programma elettorale sul quale ha preso i voti (vedi Nuovo Ospedale), o addirittura mai proposte (vedi Stadio al Plebiscito).
Ora i nodi vengono al pettine e siamo fortemente preoccupati per le ripercussioni di questa vicenda, di fronte ad una città non più governata e lasciata allo sbando. Il rammarico è mitigato dalla considerazione che molte forze politiche ed esponenti della maggioranza stanno ora convergendo sulle nostre posizioni sia sull’ Ospedale che  sullo Stadio Plebiscito. Per questo chiediamo al Sindaco un passo indietro su queste due grandi opere che, oltre ad essere dannose per la città, si stanno dimostrando di fatto irrealizzabili.

Mail firmata

I commenti sono chiusi.