Corrispondenza: Lo sport degli anni duemila

Andrea Barzagli (Juventus), JULY 25, 2015 - Football / Soccer : Pre-season friendly match between Borussia Dortmund 2-0 Juventus at AFG Arena in St. Gallen, Switzerland. (Photo by Maurizio Borsari/AFLO)

Ricevo e pubblico volentieri:

“Ciao Fabio,
da qualche anno non seguo più il calcio e quindi che l’Italia superi il turno o anche vinca gli Europei non mi interessa proprio.
Lo sport, quasi tutti gli sport purtroppo, sono stati rovinati, snaturati dagli interessi economici che li governano e hanno perso per me quasi tutta la credibilità. Il calcio poi si è evoluto in un modo che ha fatto perdere non solo la credibilità (doping, scommesse), ma anche la spettacolarità (le partite sembrano quasi tutte uguali e l’aspetto agonistico prevarica quello tecnico). Senza parlare dell’esagerazione degli stipendi dei calciatori…”

(mail firmata)

 

Gentile lettore,

non riesco, per quanto io provi a pensare a qualche caso particolare, a darti torto. Più che di aspetto agonistico io addirittura parlerei di recita, di teatro preparato nello stadio davanti a decine di migliaia di persone rappresentanti il pubblico pagante. Il calcio (e lo sport in generale) giovanile probabilmente è ancora puro, senza tutte le scommesse dei livelli alti, senza giri di soldi, e lì probabilmente gli sportivi vanno ancora in campo con lo spirito olimpico di lealtà e di rispetto nei confronti dell’avversario e dello spettatore prima di tutto. Io penso che anche la TV abbia ucciso lo sport, con l’audience a farla da padrona, e con tutte quelle interruzioni pubblicitarie, tutte quelle marche, tutti quegli sponsor che di sportivo non hanno nulla.

Speriamo solo che lo sport rimanga pulito per i nostri giovani anche per gli anni a venire.

 

Fabio Benetti, 18 giugno 2016

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