Destra e sinistra

aula_dabancogoverno_01_giu08

Da più parti sento dire, con convinzione, che destra e sinistra non esistono più, per vari motivi. C’è chi dice che troppi passano da una parte a quell’altra con troppa disinvoltura, chi dice che le differenze di intenti non si rivelano dai fatti, chi dice che ruba tanto un politico di destra quanto uno di sinistra perché gli scandali sono troppi.

In realtà a mio avviso questa specie di qualunquismo, dovuta essenzialmente a una rinuncia ad approfondire le questioni di pubblico dominio e a un tipo di “allergia” ad interessarsi di politica, non è poi tanto una novità. Viene da lontano infatti l’antistatalismo, e di conseguenza l’antipatia degli italiani per la politica in toto, che sottostà a questi modi di pensare. Credo che risalga addirittura ai tempi del Risorgimento, quando il distacco fra chi governava prima pezzi d’Italia, poi il neonato Regno d’Italia intero, e chi doveva subire le decisioni governative, era molto rilevante.

Su questa antidemocrazia la Lega ha cavalcato per anni, conquistando sempre più consenso popolare. Oggi pare che sia il tempo del Movimento 5 Stelle, i cui modi non sono poi tanto diversi da quelli dell’ormai tramontato Bossi (bisogna dire però che Salvini i consensi li sta recuperando), anche se i grillini mostrano la novità dell’utilizzo di internet quale mezzo di comunicazione e fingono di affidarsi alle loro interrelazioni con la rete per colloquiare e stilare programmi politici.

Perché fingono? Ma perché alla fine sono sempre le riunioni fra i rappresentanti politici quelle che decidono, anche fra i grillini, la strada da percorrere. Ecco, non si riesce ancora a capire quale sia esattamente la strada che l’M5S prenderà veramente quando avrà abbastanza “redini” in mano di un sufficiente “numero di cavalli”.

Invece la sinistra, pur perdendo consensi a causa della progressiva perdita d’entusiasmo dei suoi sostenitori, esiste eccome, e continua a distinguersi dalla destra anche oggi per le sue intenzioni di aumentare il welfare il massimo possibile nei suoi programmi di governo, di affidarsi alla solidarietà, alla cooperazione, e di dare al cittadino quanti più diritti civili possibile, il massimo di libertà concretizzabile. La sinistra a mio avviso oggi come ieri sta dalla parte dei più deboli perché vuole renderli il più possibile uguali agli altri. Ma questi ideali non hanno sufficiente presa dentro le coscienze della gente, perciò il popolo a sinistra non ci vuole stare. In realtà la sinistra repubblicana in Italia non è mai stata da sola al potere veramente, perché l’elettorato non ha mai voluto mettercela.

E’ più facile stare a destra. La destra apparentemente realizzerebbe ordine, disciplina, darebbe sicurezza a chi ha un po’ di soldi e rischia di essere derubato, promette di liberare il popolo da chi fosse diverso dalla maggioranza, per esempio impedendo ad immigrati e ad omosessuali di avere gli stessi diritti degli altri. Attenzione: un tempo la destra negava diritti a donne ed operai. E’ stata la sinistra a far conquistare al popolo quei diritti. E stiamo assistendo in questi nostri tempi a un balletto in cui il Movimento 5 Stelle va sempre più a braccetto con la destra. E quindi non sarebbe a mio avviso poi tanto interessato ai diritti civili.

A voi la scelta di stare da una parte o da quell’altra.

 

Fabio Benetti, 19 giugno 2016

Precedente Corrispondenza: Lo sport degli anni duemila Successivo Davvero siamo i più intelligenti?