Energia pulita dalla pressione dell’acqua in rete

UN’ESPERIENZA UNICA IN ITALIA A ROMANO D’EZZELINO

(dalla rivista ETRA, giugno 2017)

Energia elettrica rinnovabile a costo zero sfruttando la pressione dell’acqua generata dal dislivello tra fonte e serbatoio. E’ attiva da pochi mesi e, dopo un periodo di collaudo, è stata ufficialmente inaugurata la Centrale Idroelettrica Carlessi di Romano d’Ezzelino, che trasforma in energia pulita la pressione in eccesso presente nella rete dell’acquedotto.

L’impianto di Etra si configura come il primo in Italia per la tecnologia adottata e rappresenta un’innovazione nel campo dell’ingegneria idraulica, grazie all’accoppiamento di una tradizionale girante di tipo Pelton con un sistema di pressurizzazione che permette lo scarico dell’acqua turbinata in un serbatoio di accumulo avente un livello d’invaso superiore alla quota della turbina. Questa innovazione ha permesso non solo di inserire la turbina all’interno di un manufatto esistente, eliminando qualsiasi impatto con l’ambiente circostante, ma anche di aumentare il salto idraulico sfruttabile e incrementare il rendimento totale dell’impianto per ottenere così un rendimento energetico ottimale.

L’acqua proviene dalla sorgente Fontanazzi di Cismon del Grappa e viene convogliata verso valle per riempire il serbatoio Carlessi a Romano d’Ezzelino. Nel suo percorso compie un “salto” utile di circa 50 metri e proprio questo dislivello fornisce all’acqua la forza necessaria per far girare la turbina; il movimento meccanico di rotazione della turbina viene poi trasformato in energia elettrica.

La Centrale Carlessi è in grado di produrre, in 8000 ore di funzionamento annuo, circa 435.000 kWh, quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di 161 famiglie medie italiane (4 persone, 2.700 kWh/anno). Dopo il collaudo si sono riscontrati risultati migliori di quanto atteso: la produzione elettrica misurata è del 23 per cento superiore al previsto, generando entrate derivanti dalla vendita dell’energia elettrica pari a circa 95.000 euro l’anno, rispetto ai 77.000 previsti in fase di progettazione. Per questo l’investimento verrà ripagato in soli sei anni, un quarto del tempo in meno rispetto a quanto calcolato inizialmente.

L’energia elettrica prodotta dalla centrale viene ceduta alla rete nazionale, sfruttando la tariffa che incentiva la produzione da fonti rinnovabili che garantirà all’Etra introiti incentivati per 20 anni. Non vi è alcuna interferenza con il normale funzionamento dell’acquedotto per l’adduzione e la distribuzione, e la potabilità dell’acqua resta assolutamente inalterata.

Si tratta di un impianto automatico e controllabile da computer remoti. L’introduzione di nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili è curata con impegno dal settore Ricerca e Sviluppo di Etra, e ciò permette alla Società di essere più competitiva e ne migliora l’immagine perché dimostra efficienza e rispetto delle risorse ambientali.

 

Precedente Oggi alle isole Tuvalu, domani a chi tocca? Successivo Il "karma" italiano nello sport