Fertility Day

17di Germana Urbani,  > [email protected] < , 22 settembre 2016

 

Donne fate figli da giovani, ve lo consiglia il ministro che, per ricordarvelo, inventa pure il giorno della fertilità! Lasciamo stare le polemiche che l’iniziativa ha scatenato, anche se, a dire il vero, si sono rivelate molto spassose e sagaci nel demolire una campagna ministeriale davvero stonata. Guardiamo invece ai fatti. L’obiettivo primario del ministro della Salute era sensibilizzare le donne, in particolar modo, sulla fertilità. Peccato non sia stata capita.

Peccato, ricordiamo noi, che qualcuno sembra ignorare che i figli si fanno in due e che i problemi di infertilità si dividono equamente tra uomini e donne. Secondo l’American society of reproductive medicine, delle coppie statunitensi che si rivolgono a un medico per problemi di infertilità, il 40% scopre che sono dovuti alla componente femminile, il 40% a quella maschile e nel 20% dei casi la causa resta ignota. Nonostante questi dati, in Italia troppo spesso si ritiene che se una pancia non cresce sia a causa del corpo o della cattiva volontà della donna. A confermarlo le affermazioni di uno dei collaboratori del Ministro. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in questi giorni dichiarava, infatti, che “in Italia c’è un problema di maternità” e probabilmente questo è uno dei contenuti dei corsi che tiene nelle scuole italiane dove svolge dei seminari per sensibilizzare gli studenti sui corretti stili di vita. Ci piace puntualizzare che se un problema c’è, in questo senso, è un problema di genitorialità, perché i figli si fanno sempre in due, almeno per via naturale è così. Quindi se occorre promuovere la cultura della prevenzione dell’infertilità fra i giovani, come tra i meno giovani, è il caso di partire da qui: tutti corresponsabili.

Lo psicoterapeuta affermava poi che è “fuorviante sviluppare proposte diverse” per dare risposte alla denatalità che è dovuta invece al fatto che le donne decidono di far figli sempre più tardi: “La maternità tardiva non aiuta i bambini e smettiamola di definirla “maternità matura” come se questo aggettivo costituisse garanzia di ‘saggezza’ “. L’esperienza insegna che nessuno è “cattivo” e basta. Dunque, se l’età in cui si diventa genitori in Italia si è trascinata fin quasi al punto limite ci sarà una ragione sociale prima ancora che morale, o no?

Non si aiutano i bambini che potrebbero nascere chiudendo gli occhi sulla realtà socio-economica e culturale del nostro Paese. Avere paura di fare un figlio perché si teme il licenziamento, perché non si sa dove metterlo senza spendere una fortuna una volta nato, affrontare l’angoscia di non riuscire a sbarcare il lunario … Tutto questo è reale e dire che non c’entra con la decisione di mettere al mondo un bimbo fa pensare che certa gente viva altrove. In posti troppo “alti” per conoscere davvero la realtà dei fatti.

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