Il nero

 

“Fuma bene, fuma sano, fuma nero pakistano” leggevo sui muri di scuola una volta. Erano altri tempi. Allora “il nero” più famoso era appunto la droga leggera pakistana, i dark erano ancora di là da venire, il fascismo sembrava piccolo piccolo, e l’Anarchismo anche lui col suo colore nero non era poi così diffuso. Non erano più gli anni Settanta.

In quell’epoca avevo conosciuto africani solamente a Parigi, ed ero rimasto sorpreso da quanti ne aveva. Oggi anche la mia città, per quanto concerne gli africani, si potrebbe definire una piccola Parigi.

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La Lega era ancora fenomeno circoscritto. “Volemo el diaeto Veneto a scola” si leggeva per le strade.

La Lega oggi fa leva su una paura ancestrale innanzitutto del diverso, delle minoranze, ha enormi tabù, ma forse nello specifico sulla paura del nero.

Istintivamente mi viene da pensare, immaginando l’Africa, al caldo, al deserto, ed associo facilmente il deserto all’immagine dell’inferno. Probabilmente all’epoca degli antichi romani vedere un uomo nero poteva far pensare a un essere diabolico, almeno fra la popolazione contadina … Forse era già evidente che non si trattava di scimmie ma di umani, e allora veniva da pensare (immagino, eh …): “Ma come … quello è uno come me … perché è tutto nero?”.

Chi poi da piccolo non ha giocato a “Chi ha paura dell’uomo nero?”. E chi non ricorda la canzone “I’m your boogie man”?

Il nero come colore viene facilmente associato al buio, alla notte, alle tenebre, e “Tenebre” è anche il titolo di un film horror di Dario Argento.

Dunque “nero = paura”. Ma le donne? Forse le donne non hanno poi così paura dell’uomo nero, così come forse nel loro intimo sono attratte dalle storie di Dracula … Forse le donne sono più intelligenti.

La Lega raccoglie a piene mani questa stupidaggine del negro che fa paura e la sventola come una bandiera che ritiene forse ancora più importante del Tricolore italiano. Quanto ci hanno martellato in questi anni con la tragedia quasi completamente inventata che l’immigrato ci toglie il lavoro, che gli immigrati sono dannosi, eccetera.

Troppi italiani ancora adesso pensano che l’immigrato dà fastidio.

E’ ancora lunga la strada da percorrere verso la pace, la convivenza, la tranquillità, l’armonia. Non certo per colpa della sinistra, comunque …

 

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(Fabio Benetti, 13 ottobre 2016)

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