Il WWF e i problemi per l’ambiente

 

(di Claudio Strano, collaboratore periodico Coop)

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“Rischio di spinta al consumo e riapertura delle vecchie centrali”

 

LE ANALISI non sempre concordano ma sono in molti a intravvedere nella discesa del valore del greggio più di una minaccia per l’ambiente. “Io ci vedo anzitutto il rischio di una spinta al consumo – dice Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del WWF Italia – e non a caso il presidente degli Stati Uniti Obama ha annunciato una tassa di 10 dollari al barile sull’import per finanziare infrastrutture più ecologiche nei trasporti. Ma ancor di più temo che qui in Italia qualcuno cominci a pensare di riaprire le vecchie centrali ad olio combustibile, quando non riusciamo a scrollarci di dosso nemmeno quelle a carbone, le più pericolose per l’ambiente, cui dobbiamo il 13% su per giù della produzione energetica. Negli Stati Uniti ne hanno chiuse 200! Sempre più urgente – continua l’esponente del Wwf – è la necessità che i governi prendano delle decisioni su come uscire dall’era del petrolio”.

 

Sullo sfondo ci sono i problemi climatici del pianeta, su cui si è trovato un difficile accordo alla Conferenza internazionale di Parigi. “Una delle ragioni per cui combattiamo le trivellazioni in Adriatico – continua Midulla – è proprio quella per cui vorremmo che l’80% dei combustibili fossili rimanessero là dove sono, come affermano tutti i maggiori enti scientifici. E’ ovvio che per raggiungere questo obiettivo scavare nelle riserve petrolifere, che sono per giunta minime, e in un mare chiuso come l’Adriatico, non ha alcun senso e pone a rischio l’equilibrio naturale e la biodiversità”. Un ultimo affondo è sul prezzo della benzina. “Trovo singolare – conclude Midulla – che si parli molto di carbon tax e accise, cioè di tasse incamerate dallo Stato, mentre nessuno faccia i conti in tasca alle compagnie petrolifere che non hanno abbassato i prezzi alla pompa tanto quanto avrebbero dovuto. Un mercato non è libero se è a senso unico e a rimetterci sono sempre i consumatori”.

 

 

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