Intervista a Fulco Pratesi

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a cura di Angela Carraro e Alessandro Zaltron (magazine ETRA, n.3, 2015)

 

Architetto, ambientalista, grande conoscitore di piante e animali, scrittore, giornalista, disegnatore, presidente onorario di WWF Italia, Fulco Pratesi ha dato un contributo fondamentale alla creazione del WWF quasi 50 anni fa e anche alla nascita in Italia di una cultura ambientale: con i suoi numerosissimi libri (il primo fu I cavalieri della grande laguna dedicato al cavaliere d’Italia, simbolo dell’Oasi di Orbetello; ricordiamo poi il prezioso Storia della natura d’Italia), i suoi articoli su quotidiani e periodici (Pratesi è anche direttore della storica rivista del WWF, “Panda”), i suoi inconfondibili disegni che hanno diffuso a intere generazioni di bambini l’amore per la natura e gli animali.

 

COSA SIGNIFICA ESSERE AMBIENTALISTA NEL 2016?

Significa sapersi rapportare in modo armonico con il Pianeta, quindi non solo con le persone ma anche con tutte le creature che lo vivono, compresi fiori, insetti e tutta la biodiversità.

 

NEGLI ULTIMI QUARANT’ANNI LEI SI E’ DEDICATO A PROTEGGERE LA NATURA ATTRAVERSO L’ISTITUZIONE DI NUMEROSE OASI DEL WWF. PUO’ DIRCI DA CHI E DA COSA DEVE ESSERE PROTETTA LA NATURA OGGI E NEI PROSSIMI ANNI?

L’impegno del WWF è sempre stato rivolto alla conservazione della natura in modo pratico e concreto.

Dal 1966 sono più di cento le oasi create in tutta Italia, salvando più di 35 mila ettari di terreno. Abbiamo lanciato un segnale concreto, un modello di conservazione attiva che è stato colto anche dagli enti territoriali, come le Province e i Comuni, che a loro volta hanno istituito parchi e zone protette.

Un grande problema che dovremo affrontare è l’aumento demografico: in meno di un secolo la popolazione mondiale è più che triplicata, oggi siamo circa sette miliardi di persone, ma in pochi anni raggiungeremo quota dieci miliardi.

Dobbiamo renderci conto che questa tendenza ha e avrà un impatto molto forte sull’ecosistema, che potrebbe portare a conseguenze dannose non solo per la natura ma anche per l’uomo stesso. Le risorse continueranno infatti a essere limitate, mentre gli utilizzatori continueranno a crescere in termini ambientali. Ciò potrebbe portare a uno sfruttamento massivo della Terra, con conseguenze nefaste che si ritorcerebbero su chi la abita, genere umano in primo luogo.

 

PARLIAMO DI ACQUA, UNA RISORSA PREZIOSA CHE SPESSO RISCHIA DI ESSERE DATA PER SCONTATA. ATTRAVERSO QUALI AZIONI DOVREBBE ESSERE ATTUATA UNA GESTIONE IDRICA RESPONSABILE?

L’acqua è una risorsa unica, insostituibile e non infinita, tant’è che si è alla ricerca di altri pianeti in cui sia presente.

Aumentando la popolazione, crescono anche i consumi, e non mi riferisco soltanto a quelli domestici, che sono importanti ma che a livello globale incidono meno rispetto a quelli generati dall’industria e dall’agricoltura.

Si stima che il 71% del consumo d’acqua dipenda dall’agricoltura e gli effetti di questo uso incontrollato sono già evidenti: esistono fiumi in Cina e negli Stati Uniti che hanno diminuito così tanto la loro portata da non riuscire più ad arrivare al mare.

La quantità di acque superficiali sta diminuendo a causa delle scarse precipitazioni meteoriche e dell’aumento incontrollato del consumo di acqua da parte del settore agricolo. Diventa quindi importante tutelare ogni singola goccia, evitare qualsiasi forma di spreco anche nel consumo domestico: dagli elettrodomestici all’acqua di rubinetto.

 

E’ IMPORTANTE SECONDO LEI CHE IL CICLO IDRICO SIA AFFIDATO A SOGGETTI PUBBLICI, COME LEI HA RIBADITO DI RECENTE ANCHE NEL PARLAMENTO EUROPEO?

Il referendum del 2011 in Italia ha espresso un largo consenso a favore di una gestione pubblica del servizio idrico, è importante che anche l’Europa si sia espressa a favore.

E’ un segnale che conferma l’attenzione mondiale su questa risorsa che è un bene comune e che, come tale, deve essere gestita e amministrata.

 

TROPPO SPESSO I PARCHI E LE ZONE VERDI DIVENTANO LUOGO DI ABBANDONO DEI RIFIUTI. E’ UN FENOMENO IN AUMENTO AL QUALE SEMBRA DIFFICILE TROVARE SOLUZIONE. LEI CHE COSA PROPONE?

Il problema dei rifiuti, secondo me, deve essere risolto a monte: mi riferisco alla montagna di imballaggi che ci portiamo a casa ogni volta che acquistiamo un prodotto.

Una semplice confezione di cioccolatini è composta da: un cellophane esterno, una scatola di cartone, la carta stagnola che li avvolge, un contenitore sagomato in plastica dove i prodotti sono riposti.

Tutto quello che ho appena elencato, poi, dovrà essere gettato come un rifiuto. Quindi, ridurre la produzione di rifiuti è il primo passo per evitare anche fenomeni come quello dell’abbandono: meno sono i rifiuti in generale e molti meno saranno anche quelli abbandonati. Se analizziamo i sacchi lasciati lungo gli argini o ai bordi della strada, ci accorgeremo che al loro interno si trovano soprattutto imballaggi, e questo avviene perché c’è un aumento sconsiderato dei contenitori in commercio. La prevenzione è quindi la soluzione: fare attenzione a quello che acquistiamo, ridurre il numero degli imballaggi attraverso l’acquisto di prodotti sfusi o alla spina; inoltre, prima di disfarci di un bene, pensiamo se può essere ancora utile e utilizzabile da qualcun altro: vestiti, libri, piccoli mobili possono essere facilmente scambiati o donati allungando il loro ciclo di vita prima che diventino rifiuto.

 

IL MODELLO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA ADOTTATO IN MOLTI COMUNI ITALIANI, SECONDO LEI, FUNZIONA? SEPARARE I RIFIUTI E INVIARLI AGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO E RICICLO E’ UNA SCELTA SOSTENIBILE DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE ED ECONOMICO? CI SONO BENEFICI RISPETTO ALL’INCENERIMENTO?

La presenza di rifiuti è massiva, non la si può ignorare. Ogni anno, ciascun individuo può produrre fino a una tonnellata di rifiuti, che devono pur essere smaltiti.

La gestione dei rifiuti è un compito importante, non si può pensare di delegare tutto al cittadino chiedendo di eseguire una corretta raccolta differenziata. I cittadini devono essere supportati da strutture pubbliche in grado di garantire una corretta informazione e gestione. Le percentuali di raccolta differenziata in Italia sono molto basse, salvo alcune eccezioni, anche perché ci si trova di fronte a una crescita esponenziale della quantità di rifiuti da trattare. Il problema deve essere affrontato attraverso la riduzione e il contenimento. Il WWF ha chiesto di definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali. Non c’è quindi più spazio per l’incenerimento, ricordo infatti che l’Europa ci chiede che dal 2025 entri in vigore anche in Italia il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili. Inoltre stabilisce altri due obiettivi: che la raccolta dei rifiuti da imballaggi arrivi, entro il 2030, all’80% e che nel 2050 si consegua l’obiettivo del riciclaggio totale.

 

COS’E’ PER LEI LA SOSTENIBILITA’? E COSA POSSONO FARE LE PERSONE COMUNI PER UN AGIRE SOSTENIBILE?

C’è una cosa semplice che dico sempre: ognuno di noi dovrebbe imparare a commisurare ogni propria azione rispetto alla totalità della popolazione. Se moltiplichiamo ogni nostro gesto per i sessantaquattro milioni di abitanti in Italia o per i sette miliardi del mondo, facciamo presto a renderci conto che alcune delle nostre azioni potrebbero trasformarsi in altrettanti disastri ambientali. E’ un esercizio, questo, che, se messo in pratica, ci rende molto più consapevoli dei nostri sprechi e del nostro impatto sull’ambiente. Invito tutti a provare, a tenerlo sempre bene in mente: forse diventeremo tutti più consapevoli e sostenibili.

 

LEI HA VIAGGIATO MOLTO: C’E’ UN POSTO CHE CONSIGLIEREBBE ALLE NUOVE GENERAZIONI DI VISITARE, IN CUI UOMO E NATURA COESISTONO SOSTENENDOSI A VICENDA?

Molto volentieri: i grandi parchi nazionali del mondo restano sempre una grande miniera di informazioni ed emozioni. Ma anche un piccolo luogo vicino a casa, se osservato con intelligenza e affetto, può dare insegnamenti importanti sul rapporto tra l’uomo e la natura. Credo ad esempio che la conoscenza di una piccola colonia di formiche che abita il giardinetto di casa, se osservata con pazienza e attenzione, sia una fonte di informazioni importanti che vanno al di là di quelle contenute nei libri: un microcosmo tutto da scoprire che ci può far comprendere molto del mondo in cui abbiamo la fortuna di vivere.

 

 

 

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