Kaffè Kazzenger

82

1 Ottavo Richter

TELEFONA

Un pigro andamento swingante e l’uso di un napoletano bonariamente scurrile, un canto dolce che evoca la controra ed ecco la band milanese che a cavallo di jazz, ska e generi coloniali, combina pastiche che ricordano i sabati italiani di Sergio Caputo e poi (a metà del loro album GIF) si inchina anche all’antica maestria di Giancarlo Bigazzi, e del filone partenopeo degli Squallor e vai con questa canzone da SCORAGGIANDO (ma è da riscoprire anche ‘O TIEMPO SE NE VA, su ARRAPAHO) per la voce in prestito di Claudio Domestico alias Gnut. Viva il varieté.

2 DEERHOOF

Kafe mania!

Cappuccino! Macchiato! Affogato! Canta in estasi Satomi Matsuzaki, bassista e voce dello strepitoso quartetto californiano, che per il nuovo album THE MAGIC ha affittato degli uffici svuotati ad Albuquerque (territorio BREAKING BAD) come palestra per esercitarsi, suonare e incidere nel suo surreale stile di chitarre riffanti all’impazzata, snobismo e piacere di stare al mondo. Ci sono momenti di vera goduria sonica qui, tra deviazioni psych e metallare e sci-fi, e tante influenze impazzite come le combinazioni di una moderna macchinetta del caffè.

3 IAMACA

Moongolia landing

La voce dell’astronauta Neil Armstrong che sta allunando e borbotta qualcosa sulla sensazione di essere osservato.

Paranoie o segretissime registrazioni della Nasa poco importa, qui ci s’immerge in un mondo sonoro immaginario: fantascienza, oriente, elettronica, semplici passi sul pianoforte.

Stefano Ianne, compositore (di musichette dell’Acqua Panna e sigle di programmi Rai a non finire) si concede nell’album IAMACA, un viaggio/omaggio alla Mongolia (terra dei suoi avi) con i suoi grandi altipiani da cugina prima della Luna.

 

Pier Andrea Canei, INTERNAZIONALE n. 1163, 22 luglio 2016

 

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