La fede: averla oppure no?

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Sappiamo che siamo nati da un atto sessuale dei nostri genitori, come tutte le specie del regno animale che conosciamo, e sappiamo che i nostri genitori a loro volta nacquero dai nostri nonni, e così via, andando a ritroso nella storia, la scienza ci dice che con ogni probabilità una tipologia di scimmie, in millenni lontanissimi, ha dato origine alla nostra specie, la specie umana.

Abbiamo una qualche idea di come si è sviluppata la vita nel nostro ambiente e di come essa sia possibile grazie ad una combinazione particolare di elementi primari indispensabili ad essa.

Abbiamo imparato che l’ambiente in cui viviamo fa parte di un pianeta, il quale ruota intorno ad una stella insieme ad altri pianeti nei quali però la vita non è possibile.

Questa stella la chiamiamo sole, e l’insieme dei pianeti che vi ruotano intorno sistema solare. Ci hanno detto che il sistema solare fa parte di una galassia, la quale fa parte dell’universo. Una teoria scientifica ci dice che l’universo ebbe origine infiniti secoli fa da una grande esplosione… ma prima? Cosa c’era prima? Non abbiamo risposte. Non scientifiche. Ma i nostri avi hanno provato a darle, usando la fantasia.

Oggi, percorrendo le strade del nostro ambiente per andare a studiare o a lavorare abbiamo modo di vedere edifici più o meno antichi, caratterizzati da torri provviste di campane e con un simbolo spesso apposto all’esterno di esse, e praticamente sempre presente al loro interno: la croce. Questo simbolo rappresenta ciò che i nostri avi hanno trovato come risposta alle domande “da dove veniamo” e “cosa ci accade dopo la nostra morte”. E’ una questione di fede.

Occorre accettare le risposte che ci vengono fornite la domenica dentro quegli edifici in modo acritico, senza se e senza ma, altrimenti ci troviamo il vuoto dinnanzi, vuoto prima della nascita dell’universo, vuoto dopo la nostra morte, e siccome il concetto di vuoto non è facile da capire per la nostra mente, tendiamo tutti o quasi a credere che un giorno a causa di quel simbolo, la croce, morì un superuomo, santissimo e perfetto, che tuttavia rinacque solo tre giorni dopo, e che tale superuomo, pieno d’amore nei confronti di noi tutti, ci attende da qualche parte a braccia aperte quando noi non saremo più vivi.

Solo pochi arditi, e in tempi molto recenti rispetto alla storia umana, hanno osato sostenere che questo insieme di idee che chiamiamo fede sia una droga per la nostra mente, una stampella che la gente usa per avere la forza di vivere e di lavorare, e per giustificare il fatto che bisogna essere buoni piuttosto che cattivi.

Non c’è nessuna spiegazione logica per la fede, nessuna spiegazione scientifica. O non la si ha o la si ha, o perlomeno, chissà poi con quale intima convinzione, si dimostra di averla, come si ha imparato a fare dalla società in cui si vive. Ma bisogna davvero avere la fede per vivere da brave persone?

Fabio Benetti, 23 settembre 2016

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