La guerra persa dei nativi americani

Quella dei pellerossa americani fu proprio una guerra persa, tant’è vero che oggi essi sono ridotti a pochissime famiglie, e la loro cultura ridotta a folclore.

Fu una guerra per mantenere il proprio spazio vitale, invaso e trasformato poi dagli europei. Quando videro arrivare quegli stranieri, i nativi americani reagirono, ma non era come per noi oggi che ci sentiamo portar via lo spazio dai migranti. Questi ultimi, infatti, dovranno adattarsi alla nostra cultura europea, fatta di tecnologia e di industria, e in qualche modo la cultura dominante sarà ancora quella nativa, anche se verrà un poco contaminata. Lì negli States, la cultura nativa venne spazzata via.

La cultura nativa americana somigliava un poco alla cultura dei nostri migranti. L’uomo era ancora molto fatto da istinto, la parte del loro cervello fatta di fantasie ancora molto sviluppata. Gli europei, con la parte del cervello che aveva realizzato la rivoluzione industriale, vinsero, perché le loro armi erano più efficaci, i loro modi di dominare gli altri esseri umani più crudeli e più potenti.

Quello che resta da chiedersi è se gli europei abbiano davvero fatto un affare a non lasciare vivo il popolo pellerossa, perché da più parti oggi noi umani ci stiamo accorgendo che stiamo trascurando la natura, e che in cambio purtroppo la natura trascura noi, che non viviamo più in armonia con essa, a differenza invece di quello che facevano i nativi americani.

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