La vera alternativa tedesca

Berlino

di Gereon Asmuth, Die Tageszeitung, Germania

 

La sinistra ha sempre avuto un problema: è troppo critica. Con la destra e l’estrema destra, e fin qui sono tutti d’accordo. Ma diventa ancor più critica quando se la prende con il resto della sinistra.

È questione di dettagli, ma anche di visione d’insieme. Così il Partito socialdemocratico tedesco (Spd) litiga con la Linke, la Linke con i Verdi e i Verdi con l’Spd. E poi, quando può, l’Spd si coalizza con l’Unione cristianodemocratica (Cdu). Come in Meclemburgo-Pomerania, dove l’Spd ha deciso di rimanere al fianco del partito della cancelliera Angela Merkel piuttosto che schierarsi con la Linke.

Per questo dopo le elezioni per il parlamento del land di Berlino bisogna quasi ringraziare Alternativ für Deutschland (Afd): l’entrata in parlamento dei populisti di estrema destra ha infatti il positivo effetto collaterale di rendere impossibile l’ormai classica grande coalizione, e di obbligare finalmente l’Spd, i Verdi e la Linke a unire le forze, perché ogni altra alleanza sarebbe politicamente impraticabile.

Il fantomatico progetto rosso-rosso-verde, annunciato da anni in diversi piani strategici, sembra finalmente prendere forma. E stavolta non in una piccola realtà periferica come la Turingia, dove la Linke è addirittura alla testa di una coalizione. Berlino è la capitale, e lo sarà anche nel 2017, quando si terranno le elezioni legislative.

Se una coalizione di sinistra riuscisse a insediarsi a Berlino, si troverebbe davanti una grande responsabilità. Non si tratta solo di pianificare la costruzione di nuove case popolari per contrastare l’aumento degli affitti, di ampliare la rete di piste ciclabili e neanche di difendere la tanto criticata società aperta berlinese. Si tratta soprattutto di dimostrare che è possibile: che un’alleanza di sinistra guidata dall’Spd può governare.

E può essere la vera alternativa per la Germania.

INTERNAZIONALE n.1172, 23 settembre 2016

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