La vittoria della destra incombe su Berlino

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Il risultato delle elezioni nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha subito sollevato polemiche.

Se tra due settimane anche il voto per il rinnovo del Senato di Berlino avrà un esito così disastroso, non ci saranno più argini. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, nel Nord della Germania, il partito populista di destra Alternative für Deutschland (Afd) ha superato l’Unione cristianodemocratica (Cdu) della cancelliera Angela Merkel, diventando la seconda forza politica dopo il Partito Socialdemocratico (Spd). Un verdetto prevedibile, ma che la Cdu aveva cercato di scongiurare fino all’ultimo.

Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore non è uno specchio fedele del paese. Un milione e trecentomila elettori sono pochi per ricavare dalle urne la prova della crisi generale della Cdu. La vittoria dell’Afd dimostra che Merkel non ha parlato chiaro e non ha fatto abbastanza per convincere l’elettorato del partito populista di estrema destra. Il ritornello dell’Afd è sempre lo stesso: Merkel dovrebbe rivedere il suo atteggiamento di apertura nei confronti dei migranti. Per farsi perdonare dovrebbe ammettere pubblicamente che è stato tutto un grande errore: i selfie con i profughi, i confini aperti per alcuni mesi, la cultura dell’accoglienza.

Responsabilità morale

A un osservatore attento non sfugge che da tempo Merkel è cambiata, perfino nel modo di parlare. Forse già da quando non si oppose davvero alla chiusura unilaterale della rotta dei Balcani da parte di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est. Di sicuro da quando è scesa a patti con il dispotico presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Eppure ora ha una buona reputazione tra i migranti. Il motivo è semplice: mai prima d’ora un cancelliere aveva voluto una simile apertura. Merkel vede un’opportunità nell’arrivo in Germania di tante persone. E vede nell’accoglienza una responsabilità morale che il Paese deve accettare.

Ora non cambierà atteggiamento verso i migranti. Se lo facesse, la darebbe vinta ai sostenitori dell’Afd, che se la prendono con la stampa corrotta e considerano la cancelliera una traditrice della patria. Una mossa del genere comprometterebbe la possibilità di una sua rielezione nel 2017, molto più della perdita di qualche Land.

Ma è anche vero che Merkel deve fare di più per tutti i tedeschi che si sentono abbandonati, perché molti lo sono davvero. Chi vive nei quartieri dove le scuole cadono a pezzi, le strade sono piene di buche, non si fanno investimenti, non c’è lavoro e non si trova più neanche un negozio di generi alimentari ha ragione a sentirsi dimenticato.

In Francia il Front national (Fn) raccoglie voti soprattutto nelle regioni dove non c’è una connessione internet a banda larga.

L’accesso alla rete veloce è un indicatore affidabile per misurare la parità di opportunità, il benessere economico e la tendenza al voto di protesta. Per contenere l’avanzata dell’Afd, Merkel non deve cambiare atteggiamento nei confronti dei migranti, ma combattere l’insoddisfazione dei cittadini e investire nei quartieri dimenticati. Questo, però, non succederà fino a quando il pareggio di bilancio resterà l’obiettivo prioritario.

Merkel deve rilanciare la crescita e fare in modo che le regioni abbandonate intravedano delle prospettive. Ne vale la pena. Dove le persone hanno una prospettiva, l’Afd ha molto meno seguito.

 

Thorsten Denkler, Süddeutsche Zeitung, Germania, INTERNAZIONALE n.1170, 9 settembre 2016

 

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