Le notti in piedi di Parigi

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Lucas Godignon, L’Express, Francia

 

Andranno a dormire solo se costretti con la forza. Sono già diverse notti che alcune centinaia di manifestanti occupano place de la République a Parigi. La mobilitazione è cominciata subito dopo la grande manifestazione del 31 marzo contro il disegno di legge sulla riforma del diritto del lavoro, voluto dal governo del primo ministro socialista Manuel Valls e presentato dalla ministra Myriam El Khomri. Determinati a reagire contro “questo mondo che loro costruiscono con accanimento per noi, ma in realtà contro di noi”, alcune centinaia di manifestanti hanno occupato la piazza che, dopo gli attentati di Parigi del gennaio 2015, è diventata il simbolo della memoria collettiva del paese. Non se ne andranno facilmente: la sera di sabato 2 aprile erano ancora in molti.

 

Ma chi c’è dietro questo movimento, che porta il nome di un hashtag, #NuitDebout (Notte in piedi), ed è già stato paragonato a quello degli indignados spagnoli, che occuparono le piazze di Madrid e Barcellona nel maggio del 2011? Il 31 marzo gli appelli alla mobilitazione sono stati lanciati in tutta la Francia, da Parigi a Lione, da Marsiglia a Tolosa fino a Caen. Su Facebook l’evento era collegato a un nuovo progetto sulla convergence des luttes, la convergenza delle diverse battaglie politiche che attraversano il paese. Il programma aveva cominciato a prendere forma in una riunione che si era tenuta a Parigi alla fine di febbraio.

 

Far convergere le lotte. Per i partiti, i sindacati, i militanti e i semplici cittadini la sfida non era semplice. Il trauma degli attentati dello scorso anno e il prolungamento dello stato d’emergenza voluto dal presidente François Hollande avrebbero potuto avere la meglio sulle ambizioni degli attivisti.

 

Ma poi è arrivata la grande mobilitazione contro la riforma del lavoro, che ha riportato i francesi in piazza. Giovedì 31 marzo in tutto il paese hanno manifestato 1,2 milioni di persone (quasi 400mila, secondo la polizia). Le proteste hanno coinvolto anche licei e università.

 

 

Grazie padrone

 

Arrivata la sera, quando di solito i cortei si disperdono, a Parigi diverse centinaia di persone hanno deciso di dirigersi a place de la République per una prima notte d’occupazione, accompagnata da eventi e dibattiti pubblici. Galvanizzati dalla giornata di mobilitazione, i manifestanti hanno risposto anche all’appello che a metà marzo aveva lanciato il collettivo “Convergence des luttes”, nato in un’assemblea di militanti di sinistra organizzata nel palazzo della borsa del lavoro di Parigi il 23 febbraio. Dietro all’evento c’erano la rivista di sinistra Fakir e il suo direttore François Ruin, regista del documentario Merci patron! (Grazie padrone), su una coppia che rimane disoccupata dopo la delocalizzazione della fabbrica in cui lavorava.

 

I sindacalisti, i militanti ambientalisti e gli intellettuali che quella sera si sono riuniti, hanno affrontato una questione importante: come far paura al potere? Cercando di costruire delle iniziative comuni contro l’“oligarchia” che “si è impadronita dell’economia, della stampa, della giustizia e del governo”, ha risposto il sito di Fakir. Alla serata hanno partecipato anche gli operai in lotta della fabbrica di pneumatici Goodyear di Amiens e gli ambientalisti che si oppongono alla costruzione dell’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, nei Paesi della Loira, e sono intervenute alcune importanti personalità della sinistra radicale, come l’economista Frédéric Lordon. Quella sera è stata creata la pagina Facebook “Convergence des luttes”, con l’obiettivo di organizzare per il 31 marzo un evento in grado di riunire insieme una serie di rivendicazioni diverse: sociali, ambientaliste e contro la tendenza “securitaria” del governo.

 

È stato lanciato un primo appello e, un passo alla volta, il progetto della #NuitDebout ha preso forma. Con uno slogan preciso: “Dopo la manifestazione contro la riforma del lavoro, non si torna a casa”. Come si legge sul suo sito, il collettivo “Convergence des luttes” è formato da “donne e uomini di tutte le origini, semplici cittadini/e, militanti del mondo associativo o politico, riuniti spontaneamente intorno al dibattito creato dal film Merci patron! di François Ruin”.

 

 

Come a Madrid

 

La sera del 31 marzo Merci patron! è stato proiettato in place de la République. Frédéric Lordon ha preso la parola per dire a chi era in piazza che forse questa volta “stiamo davvero riuscendo a costruire qualcosa”.

 

In un appello video lanciato dalla piazza ha poi aggiunto: “Fatene parte e unitevi a noi”.

 

Nella notte tra giovedì e venerdì a place de la République sono intervenuti, tra gli altri, Sophie Tissier, una lavoratarice precaria del canale televisivo Direct 8 che ha appena vinto un processo contro il suo ex datore di lavoro, e un militante spagnolo che nel 2011 aveva partecipato al movimento degli indignados e a Parigi ha dispensato consigli agli attivisti francesi. Olivier Besancenot, portavoce del Nuovo partito anticapitalista (Npa), dal suo account su Twitter ha diffuso foto della mobilitazione e inviti a scendere in piazza. Non è mancato ovviamente nemmeno François Ruin. E un ruolo importante lo hanno avuto i comuni cittadini, che hanno denunciato “l’islamofobia sempre più diffusa”, una classe politica ormai “scollegata” dalla gente e un governo che “impoverisce i più poveri”.

 

Professori, studenti, lavoratori: tutti desiderosi d’esprimersi, di costruire qualcosa o semplicemente di ritrovarsi insieme.

 

Ricordano in qualche modo i rivoluzionari del Cairo o gli attivisti di Occupy Wall Street e della Puerta del Sol di Madrid.

 

Ma cosa succederà ora a questi indignati francesi? Alle sei di mattina di sabato 2 aprile i poliziotti della Crs, la Compagnie républicaine de sécurité, sono arrivati per sgomberare la piazza, come avevano fatto il giorno prima. Gli organizzatori hanno risposto che non stavano facendo nulla di illegale e hanno mostrato un’autorizzazione rilasciata dalla prefettura. Ma non è servito a molto. I manifestanti sono stati indirizzati “con fermezza” verso le stazioni della metropolitana. Poche ore dopo erano di nuovo in piazza.

 

 

Da sapere

 

La protesta della Nuit debout

 

Il 31 marzo 2016 centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia per protestare contro la proposta di legge sulla riforma del diritto del lavoro voluta dal governo del primo ministro socialista Manuel Valls e presentata dalla ministra del lavoro Myriam El Khomri. Al termine della manifestazione, a Parigi alcune centinaia di persone hanno organizzato un presidio in place de la République, ispirato all’esperienza degli indignados spagnoli. L’iniziativa ha preso il nome di Nuit debout (Notte in piedi).

 

Nonostante i tentativi di sgombero, il 6 aprile la mobilitazione era ancora in corso.

 

Il 5 aprile a Parigi sono state organizzate due nuove manifestazioni contro la legge Khomri.

 

In tutto il paese sono scesi in piazza circa 25mila manifestanti, soprattutto studenti universitari e delle scuole superiori. Ci sono stati scontri con la polizia e più di 150 persone sono state fermate. Il giorno seguente le principali organizzazioni degli studenti sono state ricevute dai ministri del lavoro, dell’istruzione e della gioventù. La discussione della legge Khomri all’assemblea nazionale comincerà il 3 maggio. Le Monde

 INTERNAZIONALE n. 1148, 8 aprile 2016

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