Le parole antispreco

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“Internazionale” n. 1146, 25 marzo 2016

 

Prevenzione, riciclo e recupero: sono queste le parole d’ordine per combattere lo spreco di cibo. Secondo il rapporto dell’organizzazione Re-Fed, la priorità dovrebbe essere data alla prevenzione. Tra le soluzioni possibili, le campagne di comunicazione e la revisione del sistema delle etichette sono quelle più efficienti in termini economici, ma sono ancora in fase di studio. Insieme potrebbero evitare lo spreco di 891mila tonnellate di cibo, con un beneficio netto di 3,96 miliardi di euro. Anche un nuovo imballaggio, con confezioni più piccole, potrebbe dare buoni risultati ed è una strategia a uno stadio di elaborazione più avanzato. Un’altra soluzione già nota, che riguarda i distributori, è una buona gestione della catena del freddo e dei magazzini. Nell’ambito del recupero ci sono gli incentivi fiscali alle donazioni o lo sviluppo di software per la loro ripartizione.

 

Infine, scrive Npr, non rimane che riciclare: dal compostaggio all’uso del cibo per produrre mangimi. Il rapporto A roadmap to reduce Us food waste by 20 percent è il risultato di una collaborazione tra amministratori pubblici locali, agenzie per l’ambiente, fondazioni, ambientalisti, organizzazioni non profit e aziende.

 

Il piano sostiene l’obiettivo, fissato dal presidente statunitense Barack Obama, di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030. Si stima che negli Stati Uniti si perdano ogni anno 60 milioni di tonnellate di alimenti, con uno spreco di soldi e di risorse ambientali preziose come l’acqua.

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