Lettera a …

Il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, durante la presentazione del libro PhotoAnsa 2015 presso Palazzo Giustiniani a Roma, 03 dicembre 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Cara Maria Elena Boschi,
le scrivo ora, quando è tramontato il primo governo, e forse anche l’ultimo, presieduto da Matteo Renzi, e che in pratica è avvenuto uno dei soliti rimpasti caratteristici del governare italiano.

Lei non è più un ministro della Repubblica e me ne dispiaccio. Potrò sembrarle maschilista, forse, perché mi sto rivolgendo a una donna dalla bellezza al di sopra della media, ed intenzionalmente, soprattutto, proprio per quello. Posso sembrarle forse uno di quegli italioti che le femministe degli anni ’70 avrebbero volentieri castrato anche solo metaforicamente, magari solo psicologicamente, con il loro fervore dialettico.

Ma sono tramontate anche loro. Così come è tramontata la DC. Tramonterà infine Berlusconi? Ancora non si sa.

Mi dispiace che lei non abbia più un posto di comando, non più di comando com’era fino all’altro giorno, ora ch’è divenuta sottosegretario, così come mi dispiace che Concita De Gregorio non diriga più un quotidiano, per quanto ormai piccolo fosse diventato l’Unità, un giornale ch’era bandiera, un giornale che guidava l’opinione pubblica, sempre negli ormai lontani anni ’70.

Già, gli anni ’70, quando esisteva la scala mobile. Poi Craxi l’ha voluta demolire. E così piano piano han cominciato a rosicchiare, a mordere gli operai e gli impiegati.

Oggi un giovane che voglia fare l’impiegato non può più contare sul contratto a tempo indeterminato già da subito.

Io scrissi una email a Concita De Gregorio quando era direttore dell’Unità, che purtroppo non ho conservato. Cercai in quell’occasione di fare complimenti ma anche di mostrare affetto. Sì perché a mio avviso c’è bisogno di donne come Concita De Gregorio, come Giovanna Melandri, e forse anche come lei, signora Boschi.

Non posso manifestarle la stessa ammirazione che in quella email mostrai per la dottoressa De Gregorio perché nel frattempo la mia vita privata mi ha allontanato troppo dalla politica, a tal punto che ne sono a tutt’oggi oramai più disorientato che interessato.

Ma le manifesto lo stesso affetto che provai e che provo per De Gregorio, quell’affetto che alla mattina mi fa sperare di sentire la sua voce su Radio Tre a commentare le notizie del giorno e a rispondere agli ascoltatori. Lo stesso affetto che provai ascoltando l’ultima trasmissione da direttore di Bianca Berlinguer.

Mi mancherà il suo delizioso accento toscano, signora Boschi.

 

Le auguro di continuare la sua carriera, signora Boschi, e magari di avere più successo di quello che ebbe il ministro Melandri, possibilmente apportando benefici alla sinistra italiana che tanto ne ha bisogno e di conseguenza, inevitabilmente, come è secondo me nelle cose, a tutto il popolo italiano, anche a quelli che non se li meritano per svariati motivi, ché è giusto che sia così.
Fabio Benetti, 13 dicembre 2016

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