L’innalzamento del livello del mare

Lo si sa: in Groenlandia e nell’Antartide si stanno sciogliendo i ghiacci, e così si accelera l’innalzamento del livello dei mari. Andando avanti così, nel 2099, quando gli ultimi nati del Novecento cioè saranno centenari, le acque saranno più alte grossomodo di 60 centimetri. Lo rivela una ricerca dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, basata su dati satellitari degli ultimi 25 anni. L’aumento del livello degli oceani è causato dal riscaldamento di tutti i mari (che fa espandere il volume dell’acqua) e dallo scioglimento di ghiacciai (qui da noi es. la Marmolada), e calotte polari. Dal 1993, gli oceani si sono innalzati di 7,5 centimetri, il 55% per l’espansione dell’acqua, il 45% per lo scioglimento dei ghiacci. Ma l’innalzamento sta accelerando, e oltre tre quarti di questa accelerazione sono dovuti allo scioglimento dei ghiacci di Groenlandia e  Antartide.

“Questi dati – commenta Andrea Minutolo del settore scientifico di Legambiente – confermano che il clima è già cambiato. Sono sempre più evidenti i segnali di questa modifica strutturale di alcuni ecosistemi strategici per l’equilibrio climatico del pianeta. Dalla riduzione delle banchise polari all’innalzamento delle temperature degli oceani, alla crescita della desertificazione e a periodi sempre più lunghi di siccità, come qui da noi nel 2003, per esempio. Tutti ‘sintomi’ che confermano non solo l’urgenza di fermare l’innalzamento della temperatura del Pianeta entro i limiti sottoscritti con l’Accordo di Parigi, ma di preparare i territori a impatti e cambiamenti del clima di una dimensione fino ad oggi sconosciuta”. Non è chiaro cosa vorrà fare Trump, a capo di uno dei paesi più inquinanti del mondo, che se da solo si desse una regolata smetterebbe di essere di peso a tutti gli altri stati e le conseguenze di sollievo sarebbero evidenti per tutti. Ma Trump, da capitalista qual è, non ha interessi ecologici: a lui interessa l’economia. Non capisce la nuova visione del mondo dove più si è ecologici e più si è economici. In Italia abbiamo speranze che un governo di centrosinistra dia più chances di sollievo ambientale, mentre gli altri schieramenti, interessati più al potere e a soldi immediati, sono quasi completamente indifferenti al problema. E’ ovvio che l’animalismo della Brambilla non può bastare, ed anzi sembra più uno specchietto per allodole, un’esca solo per catturare voti da pesci ingenui.

Precedente Il pensiero di Stefano Fiorentino Successivo Tonguessy: "Il cane Teo"