L’ora del reddito di cittadinanza

dollaro

 

 

(The Independent, Regno Unito, “Internazionale”, 10 giugno 2016, n. 1157)

 

Il 5 giugno la Svizzera ha bocciato un piano per introdurre il reddito di cittadinanza. Pochi sono rimasti sorpresi, molti delusi. Più di centomila persone avevano firmato una petizione per chiedere un referendum su questa idea discussa, secondo cui ogni adulto dovrebbe ricevere una somma mensile, che abbia un lavoro o meno.

 

I sostenitori del reddito di cittadinanza sottolineano che in Svizzera come nel resto del mondo metà dei lavori (assistenza a malati e anziani, progetti di comunità, cura dei figli) non sono retribuiti anche se sono vitali per la società.

 

Molti speravano che l’introduzione di un sussidio per tutti potesse incoraggiare la creatività e l’impegno sociale oltre a cambiare la percezione dell’assistenza agli anziani e ai bambini. Secondo i sostenitori dell’iniziativa, per troppo tempo il compito di crescere un figlio o di tenere in vita un parente anziano è stato sminuito dal fatto di non essere retribuito.

 

È innegabile che spesso abbiamo la tendenza a sminuire il lavoro svolto fuori dall’ambiente lavorativo tradizionale. Il concetto di “lavoro emozionale” è stato reso popolare dal dibattito femminista: le donne svolgono una quantità di lavoro domestico sproporzionata, anche se fuori di casa lavorano quanto i loro partner maschi. Un reddito universale di base cambierebbe la percezione del lavoro emozionale, assimilandolo al “lavoro reale” e favorendo l’uguaglianza di genere.

 

Eppure era chiaro che la Svizzera non avrebbe approvato una riforma dello stato sociale così radicale. Pochi politici si sono schierati a favore dell’iniziativa e molti hanno sottolineato che, in un paese con un tasso d’immigrazione già alto, avrebbe aumentato il rischio del “turismo del welfare”.

 

Ma non bisogna liquidare l’idea così in fretta.

 

La provincia canadese dell’Ontario sta pensando di sperimentare un sistema simile, così come la Finlandia e la città olandese di Utrecht. I cittadini europei e nordamericani (e i loro governi) stanno valutando seriamente questa possibilità.

Esiste una reale volontà di stravolgere i nostri sistemi finanziari e il nostro modello lavorativo, e non c’è da stupirsi se consideriamo quanto questo modello sia cambiato negli ultimi vent’anni a causa delle innovazioni tecnologiche.

 

Per la Svizzera il momento non era ancora arrivato, ma sarebbe da ingenui credere che non arriverà mai.

 

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