L’uso del cellulare in automobile

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Da tempo ormai considerevole i conducenti dei mezzi di trasporto comunicano tra loro e con altri soggetti via radio. Oggi abbiamo per esempio piloti d’aereo, astronauti, il personale delle navi, camionisti e altri che utilizzano tal genere di comunicazione.

 

Già da prima che gli aerei sorvolassero le Alpi, le navi avevano la figura del marconista, che lanciava e riceveva segnali telegraficamente con l’alfabeto Morse, e ciò era possibile grazie all’invenzione dello scienziato Guglielmo Marconi, da cui appunto il termine “marconista”.

 

I camionisti, tempo prima dell’avvento dei cellulari, parlavano uno alla volta con il CB, per passare il tempo, oppure per informarsi sulle condizioni atmosferiche, o sul traffico, sugli incidenti, o per dare informazioni sul tratto da percorrere a chiunque, e sono stati molto utili in caso di calamità perché spesso erano loro i primi ad avvisare gli altri nel caso di terremoti, di frane, di alluvioni (i tornado sono cosa recente, dovuti alla tropicalizzazione del clima a causa dell’effetto serra), eccetera.

 

Oggi anche l’automobilista può comunicare quasi con tutti perché ha il cellulare. Però a mio avviso l’uso del cellulare in auto è rischioso. Se io invio un SMS o un WhatsApp a un automobilista, per esempio, e questi sta guidando e prende in mano il cellulare e si mette a leggerlo senza fermarsi non solo è rischioso ma anche pericoloso proprio. Metti che passi col rosso per distrazione, per esempio. Oppure che vada leggermente a destra dove sta andando per la sua strada un ciclista (visto che le piste ciclabili sono ancora molto rare) e che lo sfiori appena, anche solo a 40 all’ora. Siamo sicuri che il ciclista non cada?

 

Ecco che secondo me è auspicabile l’installazione in tutti i mezzi di trasporto a quattro ruote (vecchi e nuovi) di un dispositivo tipo “autoradio intelligente” in grado con un solo bottone di consentire al guidatore di ascoltare SMS oppure WhatsApp e anche di colloquiare senza tenere impegnata la mano, così multe, infrazioni stradali, incidenti sarebbero meno probabili e la sicurezza sarebbe maggiore e inoltre si potrebbe dialogare più a lungo.

 

Fabio Benetti, mercoledì 6 luglio 2016

 

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