Metamorfosi dei cinquestelle

beppe-grillo

 

The Economist, Regno Unito, “Internazionale” n. 1145, 18 marzo 2016

 

Nemmeno i fan del Movimento 5 stelle (M5s) – un partito definito spesso populista, anticonformista e antisistema – si definirebbero patinati. Il video elettorale di Virginia Raggi, 37 anni, candidata dei cinque stelle alla carica di sindaco di Roma, ha provocato uno shock. Se si toglie l’audio, Raggi – vestita in modo impeccabile – sembra un’aspirante parlamentare democratica degli Stati Uniti.

 

Raggi è la dimostrazione che i cinquestelle si stanno avvicinando sempre di più a un partito normale.

 

I sondaggi attribuiscono all’M5s un quarto dei consensi tra gli elettori: sono a circa otto punti dal Partito democratico (Pd) e superano di dieci punti la Lega nord.

 

A Roma, una città che da tempo vive una condizione di abbandono e di corruzione per colpa dei partiti tradizionali, Raggi ha buone possibilità di vincere le elezioni amministrative che si dovrebbero tenere a giugno.

 

Il fatto che abbia un video pronto prima dei suoi avversari segnala sia l’importanza che il Movimento 5 stelle dà alla sua campagna sia la sua crescente professionalità. La popolarità dei cinquestelle è sorprendente, soprattutto dopo i recenti episodi d’insubordinazione al loro interno.

 

I cinquestelle sono contemporaneamente il più democratico e il meno democratico dei movimenti politici italiani.

 

Sprezzanti nei confronti della democrazia convenzionale, i suoi leader ritengono che internet offra l’opportunità di tornare a una democrazia diretta in stile ateniese, e così sottopongono ogni questione politica importante a un referendum online. Le votazioni sono usate per determinare gli orientamenti e selezionare i candidati (e anche per espellere rappresentanti eletti che non rispettano le rigide regole interne). Ma le decisioni importanti, come la permanenza o meno dell’Italia nell’eurozona, sono sempre state prese dai suoi due fondatori: il comico Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, attivista politico e imprenditore, che non sono mai stati eletti.

Anche se Grillo ora si dedica soprattutto agli spettacoli in teatro, la sua influenza è ancora forte. Mentre in senato era in corso il dibattito sulle unioni civili, Grillo ha dichiarato a sorpresa che avrebbe lasciato libertà di coscienza sull’articolo che permetteva a chi fa parte di una coppia omosessuale di adottare il figlio biologico del partner (stepchild adoption). Molti cattolici e conservatori temevano che il provvedimento potesse incoraggiare il ricorso alla maternità surrogata. In seguito i cinque stelle hanno deciso di non appoggiare un superemendamento che avrebbe consentito alla stepchild adoption di passare senza ostacoli. Il Pd ha dovuto chiedere il sostegno del centrodestra. La legge sulle unioni civili è passata, ma senza l’articolo sulla stepchild adoption.

 

Diverse sensibilità

I commentatori hanno accusato Grillo di essersi voluto ingraziare l’elettorato di destra in vista delle elezioni di Roma.

Casaleggio, però, ha dichiarato che la decisione è stata in parte dovuta alle “diverse sensibilità” nel movimento. I cinquestelle sono un gruppo eterogeneo: la maggior parte dei militanti è di sinistra, ma alcuni sono conservatori, e sono spesso in disaccordo su questioni importanti come le privatizzazioni o l’aborto. Ma sono uniti dal disprezzo per la classe politica italiana, considerata corrotta. Grillo critica l’euro e si intrattiene volentieri con Nigel Farage, leader dell’Ukip, il Partito per l’indipendenza del Regno Unito, che sta cercando di far uscire il paese dall’Unione europea.

Se dovesse diventare una forza di governo, queste contraddizioni dovranno essere risolte.

I commenti sono chiusi.