Non ci resta che piangere

C’è poco da gioire. L’idrogeno è solo un vettore di energia, non un combustibile. Significa che serve a immagazzinare energia per poi rilasciarla quando serve. Attualmente la produzione industriale di idrogeno deriva per il 96℅ della combustione di gas naturale, petrolio e carbone e per il 4℅ dall’elettrolisi dell’acqua, che a sua volta è prodotta con elettricità che è prodotta bruciando combustibile fossile. Aggiungiamo che, per le note leggi della termodinamica, ognuno di questi passaggi determina una perdita di energia, quindi rende di più utilizzare direttamente le fonti.

Definire l’idrogeno “a zero emissioni” è ridicolo.

 

 

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/11/02/news/clima_le_concentrazioni_di_gas_serra_al_massimo_da_800_000_anni-99571639/

Inoltre noi ci proviamo ogni giorno, ma abbiamo bisogno di tutti voi: ci rimane poco tempo per invertire la rotta ma abbiamo già tante soluzioni praticabili, pronte per essere adottate. Basta un po’ di determinazione come singoli e come amministrazioni locali, una buona pianificazione a livello di governo.
P.S.: secondo voi sarà questa la notizia di apertura dei quotidiani di domani?

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/11/02/news/clima_le_concentrazioni_di_gas_serra_al_massimo_da_800_000_anni-99571639/

(Fabio Benetti, Vigodarzere, “Cerca di capire se ci riesci”, 3 novembre 2017)

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