Omicidio? No, grazie …

non uccidere

Chi non ha visto a suo tempo Roberto Benigni alla tv commentare i dieci comandamenti?

Uno di questi è “Non uccidere”. Esiste da millenni, ma noi uomini uccidiamo da sempre. I libri di Storia sono un esempio di quello che è il cammino dell’uomo da quando abbandonò il matriarcato: tutto un susseguirsi di guerre fin dall’alba dell’umanità, guerre fatte per qualsiasi motivo e con qualsiasi mezzo.

Uccidiamo anche le piante abbattendo foreste, con l’inquinamento avveleniamo anche gli altri esseri viventi.

Uccidiamo spinti da vuoti di lucidità, da attacchi d’ira, oppure freddamente, con calcolo. Mandiamo altri ad uccidere per nostro conto.

Legalizziamo l’omicidio di Stato con la pena di morte. Uccidiamo in nome della religione, spesso. Oppure come ai tempi del nazismo in nome della razza. È paradossale che in tutto questo uccidere, in forme più o meno subdole, la maggioranza di molte parti del mondo sia contraria all’aborto, che è un omicidio fatto non per scelta ma per necessità, o all’eutanasia della quale si può dire la stessa cosa. Però intanto facciamo le guerre e lasciamo liberi i cacciatori di sparare.

In certi paesi (vedi ad esempio gli USA che vorrebbero essere un modello di modus vivendi per tutto il resto del mondo), è facilissimo entrare in possesso di armi e non è raro che ci scappi il morto accidentale.

Uccidere fa parte di noi, ma non si deve abortire e non si deve avere diritto all’eutanasia. Questo è quello che la società ci impone. Lascio a voi riflettere su quanto e come si possa e si debba noi cambiare questo stato di cose.

non uccidere 4(Fabio Benetti, 24 dicembre 2003)

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