Pena di morte? No, grazie …

ku klux klan

Faccio parte probabilmente della minoranza di italiani contrari persino all’ergastolo, figuriamoci alla pena di morte. Dipendesse da me, fonderei un movimento per la vita diverso da quello esistente, un movimento per la vita che, come Amnesty International, faccia sempre opposizione a qualunque pena di morte, al di là del risultato di qualsiasi processo.

La pena di morte, oggi, è tranquillamente tollerata da quasi tutti gli Stati che hanno maggior peso nell’ONU.

L’opinione pubblica degli USA, per esempio, paese di cui si decantano la valida costituzione e l’apparente libertà democratica, è in maggioranza favorevole alla pena capitale, nonostante le statistiche abbiano dimostrato che come deterrente contro i delitti non è efficace.

Anche in Italia, spesso, troppo spesso, la gente nei discorsi fatti dal negoziante si esprime a favore della pena di morte. Vogliamo essere più moderni e più aperti con la mente? Comprendete che non è assolutamente giusto affidare la vita di chiunque, sia esso il più grande mostro di tutti i tempi o colui che si ritenga comunemente il meno importante degli esseri umani, nelle mani di qualunque persona rivestita di pubblico potere? Capite che non dobbiamo macchiarci di omicidio neanche per tutte le ragioni di questo mondo?

Papa Francesco, il cui umanesimo appare nei media molto spesso, dovrebbe essersi prodigato per la cancellazione dal catechismo della chiesa cattolica della parte che tollera la pena di morte. Sarebbe a mio avviso un gesto nobile che potrebbe permettere anche alla Chiesa di esprimersi a livello mondiale per una moratoria delle esecuzioni.

Troppo spesso, a distanza di anni, è stata dimostrata l’innocenza di chi oramai era deceduto per impiccagione, camera a gas, fucilazione, iniezione letale, sedia elettrica.

E comunque ritengo che nemmeno ai colpevoli si abbia il diritto di togliere la vita, perché non ritengo che lo Stato debba avere un potere tale sugli esseri umani.

(Fabio Benetti, 22 novembre 2015)

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