Pensieri autunnali

Teoria della giustizia

 

Mi permetto di riportare qui non il link, ma proprio le parole di wikipedia, adattandole un poco, perché le ritengo interessanti ed importanti. A voi farvi un’opinione in proposito e, se lo desiderate, esporla in questo libero spazio. Grazie.

(Fabio Benetti, 9 ottobre 2016)

Una teoria della giustizia è un saggio di filosofia politica ed etica del filosofo statunitense John Rawls. Si tratta della sua opera più importante. Questo saggio rappresenta un paradigma imprescindibile nella ricerca filosofica contemporanea ed è pertanto considerata l’opera di filosofia politica più importante del Novecento.

Con Una teoria della giustizia Rawls tenta di superare la dottrina filosofica dell’utilitarismo, cioè l’idea secondo la quale una società giusta debba perseguire il maggior benessere possibile per il maggior numero di persone. Per Rawls la posizione utilitaristica tende a sacrificare gli interessi della minoranza. La concezione di giustizia rawlsiana si basa sull’idea che tutti i beni sociali principali devono essere distribuiti in modo eguale, una distribuzione eguale può esserci solo se avvantaggia i più svantaggiati. Rawls utilizza due argomenti a sostegno delle sue idee. Con il primo argomento contrappone la sua teoria alla teoria dell’uguaglianza delle opportunità; il secondo argomento è quello del contratto sociale.

Secondo Rawls, in una società che si fonda sull’uguaglianza delle opportunità le disuguaglianze di reddito sono giuste perché legate alla bravura di ogni singolo individuo. Egli non critica queste disuguaglianze ma le disuguaglianze immeritate. Nascere ricchi o poveri non è un merito, nascere intelligenti o handicappati non è un merito, si tratta solo di essere più fortunati o meno. Rawls critica la teoria delle pari opportunità perché non tiene conto delle disuguaglianze legate ai talenti naturali di ogni uomo, disuguaglianze immeritate perché arbitrarie. Egli ritiene che una giustizia distributiva equa deve tener conto delle disuguaglianze immeritate e creare un sistema dove i meno avvantaggiati possano ottenere il massimo possibile. Per creare una giustizia distributiva equa, Rawls utilizza, reinterpretandolo, lo strumento del contratto sociale, già utilizzato dal giusnaturalismo seicentesco.

 

 

 

La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà.

(Margherita Hack)

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