Il pericolo del populismo

Investors in the UK are keeping a sharp eye on the FTSE Index, after day when the London Stockmarket recorded it's worst showing since December 1996. * Despite an effort by George Bush to halt the slide of the Dollar, the US currency continues to slide, sparking fears of a recession that could effect markets worldwide.

Il Movimento 5 stelle è un partito antisistema che per molto tempo ha minacciato di trasformare la politica italiana. Ai ballottaggi delle elezioni amministrative del 19 giugno ha ottenuto il suo più importante successo, riuscendo a conquistare Roma e Torino, due delle principali città del paese. Questi risultati rappresentano un duro colpo per il leader di centrosinistra Matteo Renzi e arrivano in un momento difficile del suo mandato da presidente del consiglio. Nei prossimi mesi Renzi dovrà trovare nuovo slancio se vorrà consolidare il suo potere e portare avanti le necessarie riforme economiche.

Per anni il Movimento 5 stelle è stato dominato da Beppe Grillo, e dalle sue uscite contro l’euro e l’immigrazione. Ma di recente Grillo si è fatto da parte e ora il partito sta mostrando agli elettori un nuovo volto. A Roma la candidata dei cinquestelle, l’avvocata di 37 anni Virginia Raggi, è diventata la prima sindaca nella storia della città eterna. A Torino Chiara Appendino, una laureata in economia di 32 anni, ha sconfitto Piero Fassino, leader storico del centrosinistra. Anche se Renzi è un premier giovane, la politica e il mondo degli affari in Italia continuano a essere dominati da uomini di mezza età o anziani.

La vittoria di Raggi e Appendino, capaci di farsi strada in un mondo dominato dagli uomini, deve essere accolta come un segnale positivo. Il successo dei cinquestelle è chiaramente un voto di protesta contro il governo dopo anni di crescita lenta e disoccupazione alta ed è anche il risultato della loro battaglia contro la corruzione, che è ancora molto diffusa.

Ma il partito fondato da Grillo ha molta strada da fare per diventare una forza politica credibile a livello nazionale. Questo soprattutto a causa dell’incoerenza delle sue politiche economiche. I cinquestelle sono favorevoli alla creazione di un reddito di cittadinanza ma non spiegano come finanziarlo. Inoltre hanno proposto un referendum sull’uscita dall’euro, un’eventualità che causerebbe instabilità in Italia e in Europa. Le politiche fiscali dei cinquestelle si concentrano sull’abbassamento delle tasse e sull’aumento della spesa pubblica: una cosa che l’Italia, con un debito pubblico al 132 per cento del Pil, non può permettersi.

RIPRENDERE L’INIZIATIVA

Ora bisogna capire come reagirà Renzi. A ottobre si terrà un referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo per semplificare il complesso sistema legislativo italiano. Renzi ha detto che si dimetterà in caso di sconfitta, un’eventualità che non può essere esclusa. Il premier deve quindi riprendere in mano l’iniziativa. I suoi detrattori lo criticano soprattutto per la gestione poco conciliante del Partito democratico (Pd). Renzi dovrebbe lasciare spazio ai suoi alleati della sinistra del Pd e trasmettere l’idea di essere a capo di un partito forte. Una sconfitta del premier a ottobre sarebbe dannosa per l’Italia. Il Pd potrebbe sprofondare in una nuova fase di lotte intestine e probabilmente rinuncerebbe alle riforme portate avanti dall’attuale governo.

Ora il Movimento 5 stelle sarà messo alla prova. Dopo le vittorie a Roma e Torino, dovrà andare oltre la sua facile retorica populista e dimostrare di essere capace di governare due grandi città. Il successo del 19 giugno non può compensare i limiti del suo programma politico. Il partito ha portato facce nuove nella politica italiana, ma non è assolutamente pronto a guidare l’Italia.

Financial Times, Regno Unito, “Internazionale n. 1159, 24 giugno 2016

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