Politica di classe

Ho 17 anni e da due sono rappresentante di classe.

Non ho voglia di farlo di nuovo perché sento di non rappresentare i miei compagni, che hanno comportamenti immaturi, ma proprio per la loro immaturità non voglio che siano loro a rappresentare me.

Come ne esco?

Maddalena

 

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Il fatto che tu sia stata eletta già due volte può avere due ragioni. La prima è che i tuoi compagni, in fondo consapevoli della loro immaturità, si affidano a te. E in quel caso il tuo mandato ti autorizza a rappresentare le tue idee. La seconda possibilità è che i tuoi compagni siano talmente immaturi da pensare che fare la rappresentante di classe sia da sfigati, e così lo lasciano fare a te. E anche in questo caso la loro immaturità ti autorizza a decidere di testa tua. E comunque in entrambi i casi non vorresti mai essere rappresentata da loro, giusto? Quindi penso che devi farti eleggere una terza volta e poi rendere conto solo alla tua coscienza. Perché, anche se nell’era dei Berlusconi o dei Donald Trump è diventata tutta una rincorsa dei sondaggi, la politica non dovrebbe semplicemente cercare il consenso dell’opinione pubblica, ma proporre una visione e convincere le persone del suo valore. Se i tuoi compagni ti chiedono di introdurre misure immature, ingiuste o inefficaci, non lo fare e concentrati invece su iniziative che secondo te li aiuterebbero a crescere. Ma, soprattutto, appena hai finito con la scuola buttati in politica, perché la nostra immatura Italia ha un disperato bisogno di te.

(Claudio Rossi Marcelli, “Internazionale”, 10 giugno 2016, n. 1157)

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