Ragazzi miei, la vita vale più del sesso

da “Il Mattino di Padova” di domenica 6 dicembre 2015

(di Ferdinando Camon)

ferdinando camon

 

La minorenne che ha, o avrebbe, ucciso la propria neonata, cambia versione, ma la nuova non pare meno grave della precedente. Prima avrebbe ucciso la figlioletta al settimo mese, dopo un aborto sbagliato, con la tecnica del fai-da-te: un gesto che pareva imposto dal panico e dalla disperazione, per la scoperta di una gravidanza che lei, 17 anni, e il fidanzato, di 18, non sapevano come gestire. Adesso vien fuori che la gravidanza l’avrebbe scoperta da mesi, ne avrebbe parlato con un’amica, e fin da subito avrebbe detto: “Me ne devo liberare”, anzi: “Lo devo tagliare”. Nel fluttuare delle versioni, atteniamoci ai dati che sembrano stabili, e che da soli sono sufficienti a pronunciare un discorso di sorpresa, desolazione e preoccupazione per la generazione dei giovanissimi, perché fan sesso troppo presto, non sanno cos’è, a quali pericoli espone, non sanno cosa si può fare, legalmente, con sicurezza medica, per liberarsi di un neonato invece di ucciderlo, e non sanno, prima ancora, come si può evitare una gravidanza. Fanno sesso senza metterla nel conto.

 

Temo che l’ultima di queste condizioni sia la più diffusa, tra i giovanissimi. Ed è la più grave. Oggi crescono ben nutriti, ben sviluppati, sani, forti, vitaminizzati, ginnasticati. Hanno impulsi sessuali precoci. E proprio per questo dovrebbero essere messi in guardia per tempo. E invece ricevono messaggi sessuali da tutto ciò che li circonda, pubblicità, manifesti, libri, film, ma zero messaggi informativi, protettivi, difensivi. Sono impegnati tra coetanei in una gara a chi lo fa prima. Sia i ragazzi che le ragazze. Credono che una relazione tra un ragazzo e una ragazza prima arriva al sesso meglio è. Prima il sesso, poi, se funziona, l’amicizia, la frequentazione, la coppietta, aperta o fissa.

 

Non sto parlando dei due fidanzatini della provincia padovana, dei quali sappiamo ancora troppo poco. Parlo della loro generazione, dei loro coetanei. Non gli entra in testa, da trent’anni ormai, che la scaletta lungo la quale costruire una relazione amicale tra coetanei, nella quale loro collocano il sesso al primo posto, va capovolta: prima ci dev’essere l’incontro, poi la conoscenza, poi l’amicizia, quindi, se nasce, l’innamoramento, poi, se resta, l’amore, e infine, ma solo in fondo, il sesso.

 

Ragazzi, la generazione dei vostri padri è cresciuta mettendo prima del sesso altre due tappe: il matrimonio e il posto di lavoro. Una generazione fa, o due generazioni fa, la preoccupazione era: se ti viene un figlio e non hai un lavoro e quindi non hai il becco di un quattrino, cosa fai? T’ammazzi? Oggi la domanda resta grave ma cambia la conclusione: se due ragazzini fanno un figlio cosa fanno, fan morire di sacrifici i nonni del piccolo?

 

E allora? Allora, prima cosa, bisogna andarci piano col sesso. D’accordo, è divertente, è piacevole, ma (cosa che i minorenni non sanno) è pericolosissimo. Non so se a mettere incinta questa minorenne sia stato l’attuale fidanzato o il precedente, e non ha importanza, ma chiunque sia stato non mi dica: “Era consenziente”, perché il consenso delle minorenni non è valido. La minorenne non è affidata alla propria volontà (che non esiste), ma alla legge. Un maggiorenne, facendo sesso con una minorenne, in realtà la violenta. Se un maggiorenne e una minorenne fanno sesso senza porsi domande, vuol dire che adottano un principio che dice: “Il sesso vale più dell’eventuale feto”.

 

E’ un erroraccio tremendo. Niente vale più della vita. E allora, cosa si può fare? Ho detto queste cose su “Panorama” e un lettore mi ha scritto: “Spero che mia figlia di 17 anni legga questo articolo”. Le ripeto qui, sul giornale della zona dov’è successo il fattaccio, perché i ragazzi locali ci riflettano sopra. Ragazzi, calma col sesso. D’accordo, è importante. Ma proprio per questo non rovinatelo.

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