Riflessioni estive

6

 

Ogni stagione ha la sua intima bellezza, ma l’estate è forse la stagione più bella dell’anno. Si sta spesso bene senza essere troppo vestiti, si sta più all’aria aperta, poi ci sono le ferie, che si aspettano come una bel traguardo da raggiungere, un premio da ottenere e, se la fortuna ci assiste, alla fine si ottiene, si cambia ambiente, si vive per un po’ di tempo in modo differente rispetto a tutto il resto dell’anno. Per me non c’è Natale che tenga, l’estate è il mio periodo preferito, anche a costo di apparire troppo laico in questo, cosa del resto, quella di essere laico intendo, che risponde a verità, ma non lo sono “troppo” perché ho idea che esista un Principio eterno come causa di tutto, tuttavia non rappresentabile sotto forma di qualsiasi divinità e non raccontabile in nessuna scrittura, sia essa Bibbia, Corano, o altro. Tutti hanno diritto secondo me di pensare a un Dio come meglio credono, ma la fede non deve essere solo un sostegno per non voler pensare che quando moriamo di noi non esiste più nulla, né Corpo né Anima, la fede non deve essere motivo di classificazioni rigide su ciò che è bene e ciò che è male, per esempio l’aborto è male, la verginità prima del matrimonio è bene, la pillola anticoncezionale è male, andare a messa è bene, l’eutanasia è male, la pena di morte per individui giudicati pericolosi per se stessi e per la società è tollerabile, quest’ultima parte ahimè enunciata nel catechismo della chiesa cattolica. E potrei continuare. Per essere davvero buoni non serve pensare ad un premio che ipoteticamente avremo dopo la morte nella veste del Paradiso, si deve essere buoni secondo la propria coscienza, come diceva la mai abbastanza compianta Margherita Hack.

(Fabio Benetti, 14 luglio 2013)

Precedente Mutui casa. Serve un fondo salva famiglie Successivo Il confine sottile tra animale e persona