Scrivere un libro

Avrei voglia di scrivere un libro. Un libro con la penna BIC blu. E’ forse la penna che amo e ke ho amato di più in tutta la vita ke l’Assoluto (o l’Assoluta) ha voluto concedermi fino ad oggi in questo meraviglioso pianeta. Consumerei solo inkiostro e carta, meno corrente elettrica di quanta ne stia consumando ora. Anzi, forse corrente elettrica non ne consumerei proprio per niente, perché, come dicono Paolo Rossi e Francesco Baccini: “… accendiam le candele, fa meglio ai polmoni …”.
Accenderei le candele. M’illuminerei di meno. Ma la carta … perché consumarla? La carta è preziosa quanto la luce, anche se in questi tempi moderni non ce ne accorgiamo, intenti come siamo a consumare batterie per i telefonini, a portare il figlio di dodici anni a scuola in makkina anke se quella dista non più di quattrocento metri, ké Lega e i discepoli di uno stronzo ke Walter Veltroni non voleva nemmeno nominare mentre cercava faticosamente di superarlo dicono che c’è pericolo per le strade, non tanto per il traffico, no quello no, che si riempiano pure le strade di automobili che tanto a Lega e compagnia briscola non gliene frega niente dell’inquinamento e del petrolio buttato via, ma perché ci sarebbero i cattivi, quei cattivi descritti molto bene da Edoardo Bennato in uno dei suoi album, o meglio non proprio quelli, ma l’IDEA di quelli, il concetto ke Bennato cerca di comunicarci con la musica.
Ecco. Però al di là di quel ke ci vuole instillare Salvini “il salvifico”, ke altro non è se non un surrogato di quel ke fu il pensiero di quei grandissimi bastardi e pezzi di merda ke furono prima Mussolini (ke gli aprì la strada) e poi Hitler, proviamo a far finta ke il problema migranti qui da noi non ci sia.
Supponiamo ke in Italia non ci siano i migranti. Ki sarebbero allora i cattivi a quel punto?
(Fabio Benetti, “Liberi pensieri”, 29 luglio 2017)
Precedente In carcere chi elogia il fascismo Successivo Una gradita sorpresa di internet