Sorpresa in azienda: c’è un maggiordomo al servizio degli operai

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E’ il segno dei tempi che cambiano, proprio come la vita in fabbrica, almeno nei termini in cui la conoscevamo. L’ultima novità potrebbe essere il sogno di qualsiasi lavoratore: poter contare su un assistente che durante l’orario d’ufficio svolge al suo posto le quotidiane incombenze familiari: pagare le bollette, fare la spesa, portare l’auto dal meccanico o ritirare i vestiti in lavanderia. Una sorta di “maggiordomo aziendale”, come lo hanno ribattezzato. Ebbene, tra pochi giorni saranno i dipendenti della Marcolin, azienda veneta che produce occhiali, a testare l’efficacia di un’iniziativa che fa parte del progetto “Smart work, smart life”, vincitore del concorso organizzato dalla Regione Veneto in tema di smart working e finanziato dal Fondo Sociale Europeo.

 

A settembre un disoccupato, assunto da una cooperativa di Venezia, sarà a disposizione dei circa 700 dipendenti degli stabilimenti Marcolin di Longarone e Fortogna (Belluno) per due giorni alla settimana. Proprio con il compito di aiutarli a sbrigare per loro una serie di faccende. Grazie a un’app, i lavoratori potranno prenotare con il cellulare i servizi del maggiordomo. Il costo dell’operazione (che in via sperimentale durerà 18 mesi) è di 34 mila euro, interamente coperti dal Fondo.

 

Ma non solo, oltre al “maggiordomo aziendale” arriverà un pacchetto completo di iniziative: dal car pooling alla baby-sitter sul posto di lavoro. E se l’iniziativa dovesse funzionare, potrebbe essere estesa anche ad altri stabilimenti.

 

Un sollievo per i dipendenti, che però non saranno gli unici a guadagnarci. Il welfare aziendale sta diventando sempre più un elemento centrale nella pianificazione del business, grazie anche alle agevolazioni fiscali introdotte con l’ultima Legge di Stabilità. Perché un lavoratore felice, soddisfatto, non stressato, rende meglio e di più. Con risvolti positivi non solo per la produttività, ma anche per la reputazione aziendale.

 

Una recente indagine, realizzata da Easy Welfare, ha evidenziato che a utilizzare maggiormente i piani di welfare aziendale sono le società di prodotti (il 38 per cento), seguite da quelle di servizi finanziari (al 20 per cento) e in misura minore dal settore media e comunicazioni. Tra i benefit più utilizzati c’è l’istruzione (rimborso in busta paga delle spese scolastiche, libri di testo e campus estivi), la previdenza (assistenza sanitaria integrativa), e i buoni per l’acquisto di cibo e benzina.

Giulia Doni, IL VENERDI, 26 agosto 2016

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