Tutelare il futuro dell’ambiente: un lavoro da premiare

shaking hands and business team

 

Cresce il numero di corsi universitari che preparano i futuri professionisti dell’ambiente: da ingegneria ad economia, i giovani sono sempre più sensibili alla salvaguardia ecologica. Ecco come e perché nasce il Premio Etra per le tesi di laurea.

 

Sostenibilità non è un concetto astratto: da decenni ormai il mondo si è accorto della fragilità delle risorse naturali e dell’importanza di assumere comportamenti che le rispettino, ma anche e soprattutto di studiare sempre nuove tecniche e tecnologie che consentano a tutti di sfruttare al meglio ciò che è necessario per l’uomo, ma in un modo che salvaguardi il futuro del pianeta. Dall’essere semplicemente ambientalisti, insomma, si è passati alla creazione di discipline altamente professionalizzanti. Parliamo, per esempio, di ingegneria per l’ambiente e il territorio, che studia le soluzioni relative all’efficienza industriale in relazione alla salvaguardia del territorio e in buona parte i suoi sbocchi lavorativi sono nel campo dei green jobs, ma anche di ingegneria energetica, che guarda all’innovazione legata ai processi energetici, quindi ai sistemi green e all’analisi della sicurezza ambientale. Anche le facoltà economiche oggi, hanno studi che si stanno focalizzando con un occhio di riguardo verso l’ambiente e le politiche territoriali e di sviluppo. La geologia da sempre studia la composizione, la struttura e l’evoluzione della Terra, ed è la scienza specializzata nella gestione del territorio e nella mitigazione dei rischi naturali ed antropici da frane, alluvioni, terremoti ed inquinamento del suolo e delle acque. Per non parlare di architettura, che, tra cultura del paesaggio ed edilizia sostenibile, studia un futuro basato soprattutto sul recupero dell’esistente per evitare ulteriore consumo di suolo. E ancora molte altre branche di studi universitari e specialistici stanno assumendo un’impronta sempre più “verde”, con la connotazione non secondaria di preparare giovani laureati che saranno in grado di trovare concreti sbocchi nel mondo del lavoro. Di tutto questo Etra si è accorta da tempo ed è il motivo per cui, nel 2012, ha creato un premio annuale espressamente dedicato a tesi di laurea magistrale o di corsi di dottorato sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Un premio per riconoscere il valore della ricerca in tema di tutela ambientale e di salvaguardia territoriale, specialmente nell’ambito dei Comuni soci, tenendo in particolare considerazione la promozione di tecnologie innovative per la gestione idrica, la gestione dei rifiuti e lo sviluppo delle energie alternative. Il Premio è in denaro (4000 euro) e il vincitore viene selezionato tra gli studenti che si siano occupati di ciclo idrico integrato (prelievo idrico e sfruttamento del territorio, potabilizzazione e qualità delle acque erogate, depurazione, fitodepurazione ed educazione ambientale, ecc.), gestione dei rifiuti (nuove tecnologie, materiali riciclabili, trattamenti dei rifiuti, rifiuti industriali, compost e valorizzazione del rifiuto nella produzione di energia, miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro, ecc.), produzione di energia da fonti rinnovabili ed efficientamento energetico negli impianti e nei processi o ancora di valorizzazione di beni ambientali e culturali presenti nel territorio di Etra.

 

Ad attibuire il Premio è una Commissione esaminatrice, composta da esperti di Etra, professionisti e docenti universitari, che nella propria valutazione adotta diversi criteri, come l’originalità rispetto agli studi ed alle conoscenze sviluppate finora, il rigore metodologico e la qualità dell’esposizione nella tesi presentata, la rilevanza dell’argomento in relazione alle attività di Etra e al suo territorio di riferimento; non ultimo anche le possibili ricadute operative per Etra e il bacino.

 

Nel 2016, a presiedere la Commissione è stato Fulvio Fontini, Professore Associato del Dottorato di “Economia e Management” dell’Università di Padova. Tra i suoi insegnamenti i corsi di “Economia dell’Ambiente” ed “Educazione Ambientale”.

 

E… TRAL’ALTRO Magazine n.1/2016

 

Precedente Una rete di informazioni condivise per garantire la sicurezza pubblica Successivo La lunga strada per mettere il mondo in sicurezza