I valori contano più del mercato

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I promotori del Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip) tra Unione europea e Stati Uniti hanno fatto un grosso errore.

 

Forse se ne accorgono solo ora che la bozza dell’accordo è stata rivelata da Greenpeace. L’ossessione di Washington per la segretezza ha proiettato sulle trattative l’ombra di un complotto ai danni degli europei. Ora che conosciamo le richieste degli Stati Uniti, l’impressione di una cospirazione è rafforzata. Se avessero giocato a carte scoperte fin dall’inizio sarebbero risultati più credibili. In effetti alcune richieste degli Stati Uniti vanno contro gli interessi dei cittadini dell’Unione.

 

Per esempio, in Europa vige il principio precauzionale che proibisce la vendita degli alimenti quando non è provato che non siano dannosi per la salute, come nel caso della carne agli ormoni o degli ogm. Gli Stati Uniti invece vorrebbero imporre il loro sistema, per cui spesso i prodotti vengono proibiti solo dopo che hanno fatto male a qualcuno.

 

Le proposte statunitensi sono ancora oggetto di negoziato. Ora tocca agli europei mettere in chiaro quali sono i valori su cui non sono disposti a scendere a patti. I punti principali sono tre. I consumatori europei devono rimanere tutelati come lo sono ora. I loro diritti non possono essere aggirati con trucchetti come rendere non obbligatoria l’indicazione degli ogm. In secondo luogo, l’Europa deve mantenere la sovranità delle sue norme sanitarie e ambientali: nei cosmetici l’Europa proibisce l’impiego di più di mille sostanze potenzialmente cancerogene, gli Stati Uniti solo di undici. L’Europa non deve diventare come gli Stati Uniti, dove le aziende esercitano un’influenza eccessiva sulla stesura delle leggi.

 

Infine, l’Unione deve adottare un nuovo sistema per tutelare gli investimenti, in modo da ridurre gli attacchi delle aziende agli standard europei.

 

Se gli europei faranno valere questi princìpi, il Ttip può diventare vantaggioso per i cittadini. Il libero scambio è il cuore dell’economia di mercato e ha contribuito al benessere europeo. L’obiettivo del Ttip dev’essere facilitare gli scambi con gli Stati Uniti, ma senza rinunciare ai nostri valori.

 

Ogni compromesso comporta delle concessioni, ma queste non possono andare contro gli interessi dei cittadini. Se Washington si ostina a fare richieste inaccettabili, l’Europa non deve piegarsi.

 

Anche a costo di rinunciare all’accordo.

 

Alexander Hagelüken, Süddeutsche Zeitung, Germania, Internazionale n. 1152, 6 maggio 2016

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